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laura56
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| Oggetto: da archivio repubblica Sab Apr 26 2008, 19:11 | |
| Caso Scieri: il tribunale del riesame libera Ciancarella e critica Pisa il Tirreno — 25 luglio 2000 pagina -1 sezione: TOSCANA
PISA. Mario Ciancarella è tornato in libertà. Il tribunale del riesame di Firenze ha accolto l'istanza degli avvocati Ezio Menzione e Andrea Callaioli, sconfessando in tal modo l'ordinanza della Procura pisana che lo aveva fatto arrestare con l'accusa di calunnia nell'ambito della morte del paracadutista Emanuele Scieri. E così l'ex capitano dell'Aeronautica si è presentato ieri pomeriggio alla stampa insieme ai suoi legali. Le parole escono come un fiume in piena mentre fuma una sigaretta: «Il bombardamento è stato a tappeto - afferma in termini militari Ciancarella - sono come se mi trovassi a Montecassino, in un cumulo di macerie, ma a volte nelle macerie ci si difende meglio, senz'altro con molta determinazione». E annuncia che sta per inviare al procuratore capo di Pisa, Enzo Iannelli, «un'ultima e definitiva comunicazione». Ma niente di nuovo sul caso Scieri poiché il contenuto della telefonata, che lui sostiene di avere ricevuto, è già stato comunicato ai magistrati. Una telefonata in cui il paracadutista che avrebbe chiamato riferisce a Ciancarella la frase «guardatevi dall'avvocato» detta ad alcuni militari: dove quell'avvocato è riferito proprio a Scieri come se fosse una persona temuta nell'ambiente militare che frequentava. Questo è solo uno dei punti interrogativi e gli avvocati evidenziano come il tribunale fiorentino (nell'ambito delle dichiarazioni di Ciancarella) abbia mosso alcune critiche alla stessa inchiesta «che si sarebbe limitata a verificare - dicono i legali - se Ciancarella aveva o no ricevuto la telefonata». Gli avvocati sostengono che il tribunale del riesame (presidente David Monti e giudici Sergio Affronte e Monica Tarchi) «ha accertato la mancanza di gravi indizi di colpevolezza. Manca il dolo e manca l'indicazione precisa delle persone che vengono calunniate». E sia Menzione che Callaioli si dichiarano soddisfatti perché «chi ha qualcosa da riferire sulla morte di Scieri, ovviamente per sentito dire, può testimoniare. Non si faccia prendere dalla paura di finire in carcere». Ciancarella poi parla dei giorni in carcere «dove avevo il rispetto di tutti e dove non ho perso la mia dignità»; e sostiene che «rifiuto l'accusa di avere fatto dello sciacallaggio nei confronti della famiglia Scieri con le mie dichiarazioni». Dalla Procura di Pisa arriva un silenzio dovuto alle vacanze: sono in ferie il procuratore capo Enzo Iannelli e il sostituto competente, Giuliano Giambartolomei. - Giovanni Parlato |
|  | | laura56
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| Oggetto: Re: da archivio repubblica Sab Apr 26 2008, 19:13 | |
| Su Ciancarella intervenga il ministro» L'on. Vendola (Prc) chiede un'ispezione alla Procura di Pisa il Tirreno — 16 luglio 2000 pagina -1 sezione: TOSCANA
PISA. Un'ispezione alla Procura di Pisa. La chiederà Nichi Vendola al ministro della Giustizia, Piero Fassino, e al Csm. L'onorevole di Rifondazione comunista ha duramente criticato l'arresto di Mario Ciancarella voluto dai magistrati pisani. «Credo che quest'episodio meriti un approfondimento - ha detto Vendola -. Personalmente, lo giudico grave e insopportabile». Nichi Vendola ha partecipato ieri mattina ad un incontro che si è svolto nella sala delle Baleari del comune di Pisa. Insieme all'onorevole di Rifondazione, c'erano Falco Accame (ora consulente della commissione difesa), il saggista Manlio Dinucci, i legali di Mario Ciancarella (Ezio Menzione e Andrea Callaioli), Paola Bernardo, presidente del coordinamento "Dare voce al silenzio degli innocenti" che ha organizzato l'incontro. Erano presenti anche numerosi rappresentanti del cartello delle associazioni pisane che hanno dato la loro solidarietà per la liberazione di Ciancarella. E all'appello hanno aderito le forze politiche dei Ds, Rifondazione, Verdi, Democratici e Comunisti Italiani. Nichi Vendola, dopo avere annunciato che chiederà al ministero e al Csm un'ispezione alla Procura, ha duramente criticato l'ordinanza di custodia cautelare. «All'interno di quest'ordinanza - ha affermato Vendola - ci sono affermazioni che producono orrore. Si mette in carcere una persona perché s'ipotizza che possa parlare ancora con i giornalisti e possa determinare delle iniziative parlamentari». E Nichi Vendola, nella sua accusa alla Procura pisana, scomoda anche Manzoni: «Ho trovato dei riferimenti di legge da Azzeccagarbugli». L'onorevole di Rifondazione si è scagliato anche contro la giustizia in generale quando ha affermato che «per mettere in galera un boss mafioso bisogna aspettare che compia il decimo delitto, mentre uno che parla va in galera. Sull'arresto di Ciancarella, bisogna indignarsi. Questo arresto passerà alla storia come un caso di malagiustizia». E l'avvocato Ezio Menzione ha ricordato che solo la famosa «Lady golpe», Donatella De Rosa, venne arrestata per calunnia «ma in quel caso il contesto delle accuse era diverso». La difesa e la stessa Paola Bernardo hanno ricordato che lo scopo di Ciancarella è stato sempre quello di poter dare, con le sue dichiarazioni, un contributo alla ricerca della verità. Falco Accame, a sua volta, ha lanciato una provocazione. «Poiché sarà ben difficile che un ipotetico testimone possa in futuro andare in Procura a raccontare quanto ha visto sulla morte di Emanuele Scieri - ha detto Accame - propongo che a chi avrà il coraggio di testimoniare venga dato un miliardo, così non avrà preoccupazioni di pagare le spese legali». Dopo l'incontro in Comune, Nichi Vendola si è recato in carcere dove ha visto Mario Ciancarella. «Rispetto a tutto quello che gli è accaduto - ha poi commentato l'onorevole -, l'ho trovato con una serenità di fondo che gli consente di affrontare con tranquillità e combattività questa prova che gli è caduta addosso». La prossima settimana si esprimeranno sia il gip Antonio Di Bugno che il tribunale del riesame sulla richiesta dei legali di scarcerazione o arresti domiciliari per Ciancarella. Il giudice potrebbe decidere anche domani, mentre il tribunale fiorentino deciderà venerdì prossimo. - Giovanni Parlato |
|  | | laura56
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| Oggetto: Re: da archivio repubblica Sab Apr 26 2008, 19:15 | |
| CONTRARI FORZA ITALIA E AN Approvata in consiglio provinciale mozione sui casi Scieri e Ciancarella il Tirreno — 27 settembre 2000 pagina -1 sezione: PISA
PISA. Il consiglio provinciale ha approvato una mozione sulla vicenda Ciancarella e sul caso Scieri presentata dai gruppi di maggioranza (Ds, Ppi democratici, Adi, comunisti italiani) e da Rifondazione comunista; hanno invece espresso voto contrario Alleanza nazionale e Forza Italia. Questo il testo della mozione: «Richiamata la decisione del giudice per le indagini preliminari di Pisa che, per richiesta del procuratore della Repubblica, ha ordinato la custodia cautelare di Mario Ciancarella, per aver rilasciato alcune dichiarazioni sul caso Scieri, custodia poi tramutatasi in arresti domiciliari e successivamente respinta dal Tribunale del riesame con conseguente rimessa in libertà dell'ex capitano dell'aeronautica militare; considerato che la decisione di utilizzare la custodia cautelare era connessa all'ipotizzato reato di calunnia e tesa a impedire a Ciancarella di rilasciare ulteriori interviste; visto che dopo un anno dalla morte del giovane nessuno spiraglio si è aperto sulla vicenda che lasci quantomeno intravedere il lento emergere della verità; ritenute singolari le dichiarazioni del procuratore della Repubblica a sostegno della richesta di custodia cautelare di Ciancarella, in quanto lo stesso procuratore anziché riflettere sugli esiti delle indagini si è richiamato alle generiche sensazioni dei familiari di Emanuele Scieri nell'ascoltare la ricostruzione della tragedia fatta dall'ex capitano dell'aeronautica militare; atteso che sarebbe necessario favorire chi, informato dei fatti, intendesse collaborare per la ricerca della verità; tenuto conto dei troppi silenzi, miseri e segreti che hanno avvolto episodi della storia del nostro paese e dei coinvolgimento in essi delle Forze armate - da Ustica al caso di Ilaria Alpi e Miriam Hrovatin fino appunto al caso Scieri - rilevatori di una realtà inquietante in stridente contrasto con le garanzie democratiche proprio di uno stato di diritto; ribadisce la richiesta di finalizzare la capacità investigativa della polizia giudiziaria e della magistratura alla ricerca della verità e alla conseguente punizione dei colpevoli quali via maestra per l'affermazione della giustizia e per il rispetto che si deve ad una giovane vita tragicamente stroncata». |
|  | | laura56
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| Oggetto: Re: da archivio repubblica Sab Apr 26 2008, 19:16 | |
| Caso Scieri. Un deputato chiede una verifica al ministro e al Csm mentre intervengono anche Ds e sindaco «Un'ispezione alla procura di Pisa» Altre polemiche su Ciancarella in carcere, due istanze per la libertà il Tirreno — 16 luglio 2000 pagina -1 sezione: PRIMA
PISA. Un'ispezione alla Procura di Pisa sarà chiesta in questi giorni dall'onorevole Nichi Vendola al ministro della Giustizia, Piero Fassino, e al Csm. Il deputato di Rifondazione comunista ha duramente criticato l'arresto di Mario Ciancarella voluto dai magistrati pisani. Vendola ha partecipato ieri mattina ad un incontro nel comune di Pisa coi legali dell'ex pilota militare, altri politici e le associazioni pisane che hanno dato la loro solidarietà per la liberazione di Ciancarella. «Si mette in carcere una persona - dice Vendola - perché s'ipotizza che possa parlare ancora con i giornalisti e possa determinare iniziative parlamentari». E il sindaco di Pisa, Fontanelli, aggiunge: «Più cerco di capire e più mi sembra che la restrizione in qualche modo rappresenti una forzatura. Credo che il provvedimento della Procura possa portare più nebbia che chiarezza nella ricerca della verità». PARLATO a pagina 13 |
|  | | laura56
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| Oggetto: Re: da archivio repubblica Sab Apr 26 2008, 19:19 | |
| «Non ho perso la mia dignità» Ciancarella riconquista la libertà e parla ai giornalisti il Tirreno — 25 luglio 2000 pagina -1 sezione: PISA
PISA. Era mezzogiorno quando il telefono ieri ha squillato per annunciare a Mario Ciancarella che era di nuovo in libertà. Il tribunale del riesame di Firenze aveva dato parere favorevole e accolto l'istanza degli avvocati Ezio Menzione e Andrea Callaioli. E l'ex capitano dell'Aeronautica, dopo appena tre ore, si è presentato ieri pomeriggio alla stampa insieme ai suoi legali. Parlando dei suoi giorni in carcere, dice: «Tutti mi portavano rispetto, sia gli agenti di polizia penitenziaria che gli altri carcerati, in cella non ho perso affatto la mia dignità». E ricorda il momento in cui i carabinieri del nucleo operativo di Pisa lo hanno arrestato: «Ero appena sceso dall'autobus e tenevo mia figlia per mano. Ero davanti alla stazione di Viareggio. Avevo preso l'autobus a Torre del Lago da dove i carabinieri mi avevano seguito. E poi, appena sceso, mi hanno separato da mia figlia. Sono riuscito a mantenere la calma anche per il bene di lei. (..)». Gli avvocati sostengono che il tribunale del riesame «ha accertato la mancanza di gravi indizi di colpevolezza. Manca il dolo e manca l'indicazione precisa delle persone che vengono calunniate». PARLATO In attualità |
|  | | laura56
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| Oggetto: Re: da archivio repubblica Sab Apr 26 2008, 19:41 | |
| CASO SCIERI La madre: qualcuno ha alterato lo scenario della tragedia il Tirreno — 22 aprile 2000 pagina -1 sezione: TOSCANA
PISA. I genitori di Emanuele Scieri, il paracadutista siciliano morto in circostanze misteriose all'interno della caserma Gamerra, ne sono convinti. «A febbraio, l'ultima volta che sono stata a Pisa - dice la madre Isabella - ho notato che sotto la scala era tutto in ordine, mentre ricordo che il 17 agosto, il giorno dopo che trovarono mio figlio, i tavoli erano tutti ammucchiati tanto che il posto sembrava una discarica. Ricordo le macchie di sangue di Emanuele e tanto materiale alla rinfusa. Com'è possibile che ora sia stato tutto messo a posto, tutto in ordine quando è un'area posta sotto sequestro?». E il padre Corrado aggiunge: «Indubbiamente, lo scenario che abbiamo visto quel 17 agosto dell'anno scorso non corrisponde a quello visto il 14 febbraio. I carabinieri hanno scattato le foto e basterebbe fare un confronto per verificare quanto io e mia moglie sosteniamo. Ricordo che esternai questi dubbi anche al colonnello Bertolini che, se non ricordo male, mi disse che se qualche oggetto era stato spostato certamente doveva esserci l'autorizzazione della magistratura». Abbiamo chiamato la caserma Gamerra e il tenente Fabrizio Centofanti, portavoce della Scuola di paracadutismo, afferma che «per fare alcune indagini dettagliate è stato necessario da parte degli inquirenti indagare anche il terreno sottostante alla ricerca di ulteriori tracce. E impensabile un qualsiasi altro minimo spostamento da parte di altri poiché sarebbe stato subito notato dall'autorità giudiziaria». Intanto, sulla morte del giovane parà siciliano, Radioflash di Livorno trasmette oggi un servizio (ore 8,45 e replica alle 10,45) sul memoriale di Mario Ciancarella il quale sostiene di avere ricevuto una telefonata sul suo cellulare da un militare della Smipar che avrebbe raccontato come Scieri fu costretto a salire sulla scala da cui poi precipitò. Radioflash intervistò poi Ciancarella e, successivamente, l'emittente livornese si è vista sequestrare i files audio dell'intervista all'ex ufficiale e i computer che secondo gli inquirenti avrebbero potuto contenere il "cutting", ovvero il materiale tagliato dell'intervista. «Abbiamo deciso di diffondere il memoriale per puro spirito d'informazione - ha detto Gabriele Masiero, responsabile della redazione giornalisitica di Radioflash - senza alcun tipo di giudizio sull'attendibilità del teste». |
|  | | laura56
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| Oggetto: Re: da archivio repubblica Sab Apr 26 2008, 19:42 | |
| L'ufficiale d'ispezione amaro «Su di noi ancora fango» il Tirreno — 01 aprile 2000 pagina -1 sezione: TOSCANA
PISA. «Non riesco a capire come si possano dire cose di questo genere e soprattutto non capisco come sia possibile per la televisione mettere in rete una testimonianza del genere senza un riscontro, senza una prova». Chi parla è l'ufficiale di ispezione, A.P. presente la notte in cui morì Emanuele Scieri alla caserma Gamerra. Secondo il racconto di Ciancarella l'ufficiale sarebbe stato contattato dai «nonni» e lui li avrebbe consigliati a vegliare Scieri fino alla morte. «Quando ho sentito quelle parole - dice l'ufficiale - credevo di sognare. Sono talmente assurde, incredibili. Ma purtoppo sono state dette e la tv ha fatto da cassa di risonanza. Credo che alla fine sia stato gettato altro fango su di noi e ora sarà davvero difficile riemergere. Sono amareggiato». L'ufficiale non parla volentieri di quella notte: «Sì - mi dissero che Scieri era assente, ma non era il solo. All'appello non si presentarono altri due militari. Per noi è quasi una normalità. Ecco perchè non cercammo nessuno». «Io comunque - continua l'ufficiale - ho massima fiducia nell'operato dei magistrati e credo che alla fine la verità verrà fuori» (r.g.)
Smipar, non sarà un ufficiale al servizio da 30 anni il solo responsabile degli episodi di nonnismo il Tirreno — 08 aprile 1998 pagina -1 sezione: PISA
PISA - Leggendo l'articolo de «Il Tirreno» di lunedì 7 sul nonnismo, mi sono posto due quesiti. Il primo è il seguente: se il colonnello Nardi, Comandante della Scuola Militare di Paracadutismo, diceva sempre agli allievi che per denunciare atti di nonnismo la sua porta era sempre aperta e se ha sempre svolto un'accurata e coscienziosa azione di prevenzione acciocchè non si verificassero angherie e soprusi da parte di chicchessia (e di questo potrei raccogliere moltissime testimonianze), è stato sufficente che un paio di militari denunciassero episodi di violenza tutti ancora da verificare per sospenderlo dall'incarico? Il secondo quesito: dal momento che era assente, se non sono stati rispettati i tempi previsti per la segnalazione di tali incidenti, è così grave la sua colpa? Forse che i destinatari di tali segnalazioni avrebbero risolto i problemi con un batter di ciglia? C'era forse la possibilità di inquinamento delle prove o di fuga all'estero? O forse il ministro Andreatta, complice se non artefice di questa infelice decisione, mette le mani avanti per potersi cautelare quando un domani troverà applicazione il vecchio detto «Il pesce comincia sempre a puzzare dalla testa?». Un'ultima precisazione per non essere frainteso: anch'io ritengo che il nonnismo sia una malerba da estirpare, ma non è corretto gettare un fiume di fango su un ufficiale che ha servito onorevolmente lo Stato per oltre trentanni. Tiziano Nizzoli |
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