| | vecchi documenti su caso scieri di mario ciancarella | |
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laura56
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| Oggetto: nota su sottoscrizione Dom Giu 24 2007, 19:33 | |
| Sottoscrizione 50 sottoufficiali a favore di un documento in cui si ponevano inquietanti interrogativi sia sull'arresto del luglio 2000 di Mario Ciancarella, poi come abbiamo visto sempre assolto, sia sull'omicidio ora accertato ma ancora senza colpevoli perchè la magistratura si è dichiarata impossibilitata a trovarli di Emanuele Scieri.
Da qui vogliamo ripartire affinchè sia riaperto il caso... laura |
|  | | laura56
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| Oggetto: articolo tirreno 1 Mar Giu 26 2007, 13:59 | |
| Era stato querelato dall’ex comandante dei parà Ancora assolto Ciancarella
PISA. II Tribunale di Pisa, in composizione monocratica (dr. De Palma) ha assolto il noto attivista politico Mario Ciancarella dall’accusa di diffamazione perché il fatto non costituisce reato. Contro Ciancarella si era querelato il generale Enrico Celentano, già a capo dei paracadutisti della Folgore, per uno scritto che conteneva severi apprezzamenti sull’operato del generale e soprattutto sul suo «Zibaldone»: una raccolta di brevi scritti sulla vita militare che, secondo Ciancarella, inducevano ad arti di «nonnismo» nelle caserme. Il Pm d’udienza, dottor Mantovani, aveva chiesto la condanna a due mesi di reclusione. Il patrono di parte civile aveva parlato di vere e proprie «filosofie contrapposte» ed aveva chiesto € 25.000 di danni. I difensori di Ciancarella, gli avvocati pisani Ezio Menzione e Andrea Callaioli, hanno sostenuto che le critiche mosse al generale e al suo «Zibaldone» erano perfettamente legittime; il problema della democrazia nella vita militare è problema cruciale e ben vengano le critiche, se servono ad evitare nonnismo e, addirittura, episodi di tortura, figlia del nonnismo stesso. II giudice è evidentemente andato dello stesso avviso ed ha assolto l’imputato. Non era la prima volta che Ciancarella veniva giudicato per le idee che aveva espresso. Addirittura, Ciancarella una volta finì agli arresti in carcere per il reato di calunnia, in ordine al caso Scieri per poi essere assolto pienamente. E sempre a seguito del caso Scieri era stato indagato ancora, sempre per diffamazione, ma prosciolto dal Gup pisano alcuni mesi orsono. |
|  | | laura56
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| Oggetto: articolo tirreno 2 Mar Giu 26 2007, 14:00 | |
| Mario Ciancarella assolto dall’accusa di calunnia
PISA. Mario Ciancarella è stato assolto dall’accusa di calunnia nei confronti del paracadutista Stefano Viberti. Il giudice delle indagini preliminari, Alberto Panu, ha respinto l’istanza della procura. La vicenda s’intreccia con il caso Scieri, il giovane paracadutista trovato morto all’interno della caserma Gamerra. Tutto inizia il giorno in cui Ciancarella riferisce ai mass-media di avere ricevuto una telefonata anonima sul suo cellulare da una persona che diceva di avere assistito all’omicidio di Emanuele Scieri. Convocato in procura, il 28 febbraio del 2000, riferì i fatti al procuratore capo, Enzo Iannelli. Ma alle indagini dei carabinieri non risultò che Ciancarella avesse ricevuto quella telefonata. L’ex militare nel luglio 2000 finì al Don Bosco e poi agli arresti domiciliari. Per questa vicenda giudiziaria, Ciancarella venne assolto dal giudice dell’udienza preliminare Luca Salutini. Il pubblico ministero era Giuliano Giambartolomei, mentre i difensori erano gli avvocati Ezio Menzione e Andrea Callaioli. La Procura, contro questa sentenza, fece ricorso in appello (poi respinto) e, allo stesso tempo, aprì (anche sulla base di quanto detto dallo stesso gup) un fascicolo con l’accusa di calunnia nei confronti del paracadutista Stefano Viberti, l’ultimo che vide vivo Emanuele Scieri. Su questa vicenda, il giudice dell’udienza preliminare Alberto Panu ha ritenuto infondata l’accusa. Ma non è ancora terminato il braccio di ferro fra Procura e Ciancarella che dovrà rispondere di diffamazione a mezzo stampa per alcune sue dichiarazioni che tiravano in ballo il generale Enrico Celentano sul caso Scieri. Dopo i primi rinvii per un difetto delle notifiche, il dibattimento si aprirà il 15 gennaio prossimo. |
|  | | laura56
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| Oggetto: articolo tirreno 3 Mar Giu 26 2007, 14:01 | |
| | La Corte d’Appello di Firenze ha respinto il ricorso della Procura di Pisa sul caso Ciancarella che, in primo grado, era stato prosciolto dal giudice Luca Salutini. Termina così una vicenda che aveva suscitato molto clamore. Mario Ciancarella aveva riferito di avere ricevuto, sul proprio cellulare, una telefonata anonima che raccontava gli ultimi momenti di vita del paracadutista Emanuele Scieri. Ciancarella aveva riferito il contenuto di questa telefonata direttamente al procuratore capo Enzo Iannelli. I carabinieri del reparto operativo avevano effettuato una lunghissima serie di controlli sul tabulato delle telefonate ricevute da Mario Ciancarella senza trovare riscontro. Per questo motivo, la Procura di Pisa aveva accusato Mario Ciancarella di calunnia e aveva fatto scattare gli arresti. I legali Ezio Menzione e Andrea Callaioli si erano opposti e il tribunale della libertà di Firenze aveva disposto la scarcerazione. Era poi arrivato il giorno dell’udienza preliminare davanti al giudice Luca Salutini il quale aveva assolto Ciancarella dall’accusa di calunnia. Contro questa sentenza si era opposta la procura di Pisa che aveva fatto ricorso in appello. E ieri, da Firenze, è giunta la sentenza che ha ribadito il giudizio di primo grado. «È con viva soddisfazione - dichiarano gli avvocati Menzione e Callaioli - che apprendiamo dal rigetto dell’appello della Procura pisana. Nonostante che il procuratore generale in udienza abbia inteso dipingere il Ciancarella come un soggetto meschino e profittatore, evidentemente la Corte ha semplicemente constatato l’inconsistenza dell’accusa mossa a Ciancarella. Questa difesa si è guardata bene dallo scendere in polemica con i rappresentanti dell’accusa, ma ha semplicemente ribadito la correttezza del proprio assistito nel denunciare fatti di cui era venuto a conoscenza in relazione all’omicidio del paracadutista Emanuele Scieri. Oggi siamo assai contenti che l’intera vicenda iniziata con una carcerazione preventiva presto giudicata immotivata dal Tribunale fiorentino del riesame, si sia conclusa in modo soddisfacente. Resta l’amarezza nel constatare come un cittadino possa essere indigato per lungo tempo e addirittura ristretto in custodia cautelare senza fondamento giuridico alcuno». |
|  | | laura56
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| Oggetto: articolo tirreno 4 Mar Giu 26 2007, 14:04 | |
| Disse che aveva ricevuto una telefonata da qualcuno che aveva visto morire il parà Caso Scieri, assolto Ciancarella L'ex ufficiale era stato imputato per calunnia L'uomo era stato anche incarcerato e poi posto agli arresti domiciliari
Giovanni Parlato
PISA. Mario Ciancarella, ex ufficiale dell'Aeronautica, è stato prosciolto dall'accusa di calunnia. E quanto ha deciso il giudice Luca Salutini al termine dell'udienza preliminare che si è svolta ieri mattina. Il pubblico ministero era Giuliano Giambartolomei, mentre i difensori erano gli avvocati Ezio Menzione e Andrea Callaioli. Come si ricorderà, Ciancarella aveva riferito ai mass-media di avere ricevuto una telefonata anonima sul suo cellulare da una persona che diceva di avere assistito all'omicidio del paracadutista Emanuele Scieri. In base a ciò, era stato convocato in Procura e il 28 febbraio dell'anno scorso, Ciancarella riferì il contenuto di quella telefonata al procuratore capo Enzo Iannelli. Dopo quella deposizione, vennero fatti degli accertamenti dai carabinieri da cui non risultò che Ciancarella ricevette quella telefonata. Per questo motivo, con l'accusa di calunnia, venne incarcerato al Don Bosco, misura poi attenuata con gli arresti domiciliari. Ma gli avvocati si opposero alla custodia cautelare affermando che non tutti gli accertamenti erano stati eseguiti come le ricerche sulle utenze private e i ponti radio. Inoltre, la deposizione di Ciancarella era, comunque, un contributo alle indagini. Il tribunale della Libertà di Firenze aveva accolto le istanze della difesa e scarcerato Ciancarella. Un'ordinanza che era stata ratificata anche dalla Cassazione. E la difesa si è presentata all'udienza preliminare forte di questi precedenti. In un anno, poiché non erano stati aggiunti elementi nuovi rispetto agli indizi già esistenti, il giudice ha prosciolto Ciancarella perché il fatto non sussiste. «L'anno scorso ci rammaricavamo - ha commentato l'avvocato Menzione - che la carcerazione potesse intimorire qualcun altro. Ma la conclusione di questa vicenda infonde fiducia». Un concetto ribadito da Ciancarella: «Chi era stato impaurito dal mio arresto, ha tutti motivi per uscire allo scoperto e parlare consentendo alla giustizia di procedere su un avvenimento tragico come la morte di Scieri». Paradossalmente, col proscioglimento di Ciancarella è andata persa l'ultima possibilità di fare un processo per fare luce sulla morte del paracadutista siciliano. |
|  | | laura56
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| Oggetto: articolo tirreno 5 Mar Giu 26 2007, 14:08 | |
| Una ragazza conferma le parole di Mario Ciancarella, mai presa in considerazione. Perchè? Scieri, la nuova teste lunedì dai carabinieri «La fidanzata di un parà mi disse: l'hanno lasciato morire...»
PISA. Verrà ascoltata lunedì mattina dai carabinieri di Padova Amalia Trolio, la presidente dell'Angesol - l'associazione nazionale genitori soldati di leva - che avrebbe raccolto le confidenze della fidanzata di un parà in servizio alla caserma Gamerra di Pisa dove il 16 agosto di due anni venne trovato morto il parà di leva Emanuele Scieri. Trolio, in una intervista rilasciata al «Tirreno», ha detto di aver già raccontato al procuratore capo di Pisa Iannelli, responsabile delle indagini sulla morte di Scieri, che la fidanzata di un certo Filippo, militare in forza alla Gamerra e distaccato in Kossovo, le raccontò di aver saputo che i commilitoni di Scieri «lo lasciarono morire deliberatamente, ai piedi della torretta asciugaparacadute». Troilo aveva già inviato una lettera con le confidenze della donna a Iannelli il 20 giugno scorso. Il magistrato, ha reso noto la stessa Trolio, ha così disposto che essa renda una deposizione giurata ai militari di Padova, dove Trolio è residente. Secondo il presidente dell'Angesol, «non sarà difficile ai magistrati rintracciare questo Filippo».
«Scieri è stato lasciato morire» Nuova denuncia alla procura della presidente dell'Angesol che racconta: «Me lo ha confidato la fidanzata di un parà» La donna è stata convocata d'urgenza dalla Procura di Pisa
PISA. Si chiama Filippo, è stato im missione volontaria nel Kosovo con la divisa della «Folgore». Potrebbe essere un testimone importante, l'uomo che potrebbe riaprire le indagini sulla morte del paracadutista Emanuele Scieri, avvenuta in caserma a Pisa nell'agosto di due anni fa. E' un'ipotesi presa in considerazione anche dalla Procura della Repubblica pisana proprio nel momento in cui l'inchiesta sta per essere archiviata. Filippo, militare che non sarà difficile identificare compiutamente, era nella caserma «Gamerra» di Pisa, nell'estate di due anni fa, la sera in cui Scieri morì precipitando dalla torre di prosciugamento dei paracadute. Il presidente dell'Angesol, l'associazione dei genitori dei militari di leva, ha raccolto la confidenza della sua fidanzata: «In caserma sono in molti a dire che Scieri è stato lasciato morire...» Un'affermazione che - se corrispondesse al vero - che aprirebbe uno scenario inquietante sulla tragica fine del parà siciliano, rilanciando il sospetto dell'omicidio e rafforzando l'ipotesi che una oscura coltre di paura, di omertà e di protezione abbia garantito l'impunità agli assassini. «L'hanno lasciato morire...». Un'affermazione che non compare per la prima volta nella vicenda Scieri. Una rivelazione che è già costata diversi giorni di carcere all'ex capitano-pilota Mario Ciancarella, accusato di calunnia per aver rivelato al Pm il contenuto di una telefonata anonima, il cui interlocutore parlava appunto di uno Scieri agonizzante, lasciato deliberatamente senza soccorsi. Ora, questa frase, «l'hanno lasciato morire», viene da un'altra fonte. E' quella di Amalia Trolio, 63 anni, padovana, presidente dell'Angesol. L'ha scritto in un comunicato stampa ed è pronta a ribadirlo ai magistrati. «L'ho saputo dalla fidanzata di questo Filippo, un paracadutista che nell'agosto di due anni fa era alla Smipar di Pisa, che ha partecipato volontariamente alla missione in Kosovo e che nel mese di ottobre ha chiesto di rimanere almeno altri tre anni sotto le armi», dice Amalia Trolio. La ragazza di Filippo aveva avuto contatto con l'Angesol per la storia dell'uranio. «Di più non so, perché chi si rivolge a noi lo fa quasi sempre anonimamente», dice il presidente di Angesol. Amalia Trolio dovrà ora ripetere la sua rivelazione al procuratore di Pisa Enzo Iannelli, che l'ha convocata nel suo ufficio. «Ho ricevuto la convocazione - dice Trolio - ma sono anziana e non vedo il motivo di affrontare il viaggio, potrei parlare con i Cc o la Procura militare. Io l'ho già scritte, certe cose, proprio al procuratore Iannelli. Mi viene il sospetto che quella lettera non l'abbia mai letta». |
|  | | laura56
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| Oggetto: articolo tirreno 6 su foto inedita cadavere scieri Mar Giu 26 2007, 14:11 | |
| Così si può morire a Ferragosto in caserma La foto inedita del ritrovamento di Scieri, finito misteriosamente sotto due tavoli La testa e un piede erano seminascosti, la maglietta arrotolata sul torace. E un braccio forse spostato
dall'inviato Giuliano Fontani
PISA. Emanuele Scieri precipitò dalla scala cilindrica a spirale della torre di prosciugamento della caserma «Gamerra» la sera del 13 agosto 1999. Una prova di coraggio finita male? Un episodio di nonnismo finito nel sangue? Un omicidio fatto passare per una disgrazia? L'inchiesta è a un punto morto, però la foto che pubblichiamo pone nuovi interrogativi: come ha fatto il corpo di quel ragazzone siciliano ad incastrarsi, la testa e i piedi, sotto due tavoli dopo il terribile «volo» di cinque metri e mezzo? La foto è un inedito ricostruito al computer dalle immagini originali allegate agli atti del processo, scattata dal nucleo operativo dei carabinieri il pomeriggio del 16 agosto, quando il corpo fu trovato, casualmente, da un gruppo di commilitoni che tornavano dalla mensa, fa pensare che dietro la morte di Emanuele Scieri ci celino ancora tanti segreti e tanti misteri. E' forse anche per queste fotografie che i difensori di parte civile, gli avvocati Storelli e Randazzo, rilanciano l'ipotesi dell'omicidio e dell'occultamento del cadavere. E' forse anche per queste immagini, pietose e rivelatrici, che il procuratore-capo della repubblica Vincenzo Iannelli si dice convinto che «qualcuno ha fatto cadere» il giovane paracadutista anche se - aggiunge - non ci sono le prove. Le prove, appunto. Le foto rivelano alcuni particolari inquietanti. Scieri precipita al suolo tra una «pila» di tavoli che sono proprio ai piedi della torre di prosciugamento. Può darsi che con la testa ne urti uno, che con le gambe ne urti un altro e che entrambi, causa il violento impatto, si spostino di qualche centimetro. Ma è possibile che alla fine della caduta la testa vada a finire sotto il piano di un tavolo capovolto e un piede sotto un altro tavolo? Tutto questo è ben difficile. Dice il sergente istruttore Valter Raggiri: «Alle 13,30 tornavo dalla mensa... Inizialmente pensavo si trattasse di un manichino, poi ho sentito cattivo odore, mi sono avvicinato e ho visto che si trattava di un corpo umano». Anche la posizione del resto del corpo apre altri interrogativi. La maglietta di Scieri è ritrovata avvolta sul torace, come se qualcuno avesse trascinato il corpo. Una grossa macchia di sangue si trova sul piastrellato del marciapiede, alla sinistra del volto del giovane. Il braccio destro invece è steso in senso longitudinale, in modo molto innaturale rispetto a una caduta. Vicino all'avambraccio ci sono macchie di sangue, non la scia di un piccolo rivolo, bensì una traccia punteggiata, come se qualcuno, alzando il braccio, avesse favorito lo sgocciolamento. Tutto dunque lascia pensare, come dicono gli avvocati Storelli e Randazzo, che il corpo non sia caduto esattamente nel luogo in cui è stato trovato, ma nelle immediate vicinanze e che sotto quei due tavoli sia stato trascinato, forse nel tentativo di occultarlo alla meglio. C'è un ultimo particolare, di minore importanza ma sul quale si è comunque soffermata l'attenzione dei legali. Il marsupio contenente il telefonino (altro elemento misterioso, di cui parliamo a parte) è stato trovato legato alla cintura dei pantaloni, sull'addome del giovane. E' possibile che Scieri, nel momento di affrontare la prova della scalata alla torre, non abbia pensato di togliersi quell'imbarazzante fardello spostandolo almeno su un fianco o sulla parte posteriore dei pantaloni? |
|  | | Admin Admin
Età : 25 Registrato il : 03/05/07 Messaggi : 29
| Oggetto: un paracadutista su ciancarella ad inizio caso scieri Lun Lug 09 2007, 17:29 | |
| | Altro fatto inquietante in merito è stata la testimonianza strampalata di un equivoco personaggio, un certo Ciancarella, ex capitano dell'aeronautica, già implicato per falsa testimonianza sulla vicenda del DC-9 di Ustica ed inquisito per altre torbide storie. Egli affermava di aver avuto notizia da un presunto testimone oculare che altri paracadutisti avevano angariato l'AP Scieri facendolo intenzionalmente cadere. Di tale compromesso personaggio, oltre alla sua comprovata vicinanza ad ambienti di sinistra, si può comprendere la facile ricattabilità e pilotabilità da chicchessia abbia qualcosa da offrirgli o ricordargli. |
|  | | Admin Admin
Età : 25 Registrato il : 03/05/07 Messaggi : 29
| Oggetto: interrogazione per punire ciancarella per caso scieri Lun Lug 09 2007, 17:41 | |
| Interrogazione a risposta orale:
DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: l'ex-ufficiale dell'Aeronautica militare Mario Ciancarella è stato arrestato, in data 8 luglio 2000, dai Carabinieri del nucleo operativo di Pisa per calunnia, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare emesso dal Gip dottor Antonio Di Bugno nell'ambito dell'inchiesta sulla morte dell'allievo paracadutista Emanuele Scieri, avvenuta il 14 agosto 1999 all'interno della caserma Gamerra; il provvedimento, richiesto dal procuratore della Repubblica di Pisa dottor Enzo Iannelli, fa riferimento ad una deposizione resa il 28 febbraio 2000 dal Ciancarella allo stesso magistrato, deposizione con la quale il fantasioso sottufficiale
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Pag. 32502
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aveva sostenuto che il paracadutista tragicamente scomparso era stato costretto da commilitoni a salire sulla scala, che il giovane Scieri era stato volontariamente colpito ad una mano e che, caduto a terra rovinosamente, era stato «vegliato» fino alla morte dagli stessi commilitoni; il Ciancarella, che immancabilmente aveva ripetuto tali affermazioni ad alcuni organi di stampa, aveva spiegato di avere appreso tale versione dei fatti da un interlocutore telefonico che aveva voluto conservare l'anonimato; il Ciancarella, che già aveva deposto nell'ambito del procedimento relativo alla strage di Ustica e che era già stato giudicato non credibile dal Giudice Rosario Priore, non aveva dato ovviamente alcun riscontro che potesse attribuire un minimo di credibilità alla propria versione; gravissimo è stato il danno all'immagine dell'esercito e, segnatamente, della brigata paracadutisti «Folgore», inferto dalla deposizione, ampiamente diffusa dagli organi di stampa, resa dal sottufficiale Ciancarella -: se ritenga assolutamente necessario tutelare il buon nome delle Forze armate italiane e, nel caso di specie, della brigata paracadutisti «Folgore», attraverso la formale costituzione di parte civile nel procedimento per calunnia contro Mario Ciancarella per ottenere, nel caso di conferma giudiziale della penale responsabilità del sottufficiale, la giusta pena ed un adeguato risarcimento di tutti i danni di natura non patrimoniale subìti dalle Forze armate italiane. (3-06018)
Mario Ciancarella poi è stato sempre assolto. |
|  | | Admin Admin
Età : 25 Registrato il : 03/05/07 Messaggi : 29
| |  | | laura56
Registrato il : 05/05/07 Messaggi : 409
| Oggetto: interrogazione parlamentare Gio Ago 02 2007, 09:01 | |
| PAISSAN. Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia, al Ministro della difesa. Per sapere premesso che: Mario Ciancarella, gia` ufficiale dell' Aeronautica militare, il giorno 8 luglio 2000 e` stato arrestato mentre si trovava in un luogo pubblico in compagnia della figlia minorenne e condotto presso il carcere Don Bosco di Pisa per ordine del giudice per le indagini preliminari che ha accolto la richiesta della procura della Repubblica di Pisa; il reato imputato al Ciancarella e` di calunnia nei confronti di militari della caserma Gamerra di Pisa per il presunto comportamento illecito che avrebbero tenuto in occasione della morte del giovane paracadutista di leva Emanuele Scieri scoperta il giorno 16 agosto 1999; la custodia cautelare e` stata richiesta ed accolta per evitare, secondo le motivazioni del provvedimento, il reiterarsi di comportamenti (presuntamente) diffamatori a mezzo stampa nei confronti dei graduati di cui sopra e che proprio questa previsione comporterebbe la pericolosita` accentuatissima manifestata dall'indagato ; il Ciancarella era stato ascoltato per sommarie informazioni dalla procura di Pisa nel 28 febbraio 2000 e analoghe dichiarazioni il Ciancarella ha rilasciato a piu` riprese alla stampa locale, riprese poi da alcuni media diffusi a livello nazionale (in particolare, in data 9 marzo 2000, intervista a Rainews 24) e nella stessa circostanza il Ciancarella aveva dichiarato al magistrato che non poteva provare quanto di lì` a poco avrebbe riferito, motivo per cui non si era spontaneamente presentato agli organi inquirenti; il Ciancarella, come riferisce la difesa, non ha mai fatto i nomi dei militari che presuntivamente potrebbero avere avuto un ruolo nei momenti successivi alla morte dello Scieri, nomi che sono invece stati individuati dalla stessa procura, e non da altri, in seguito ad indagini che solo essa poteva disporre e comunque posteriormente alle dichiarazioni suddette; da quel periodo sono trascorsi circa 4 mesi e l'ultima informativa che viene citata nel provvedimento e` del 29 aprile 2000, senza che vi sia stata ulteriore reiterazione da parte del Ciancarella del (presunto) comportamento diffamatorio e inoltre stante la presunta urgenza del provvedimento, dalla data dell'ordinanza di arresto (27 giugno 2000, depositata per uso esecuzione il giorno successivo) al momento dell'esecuzione, sebbene il Ciancarella non si fosse mai allontanato dalla sua abituale dimora, sono trascorsi ben 11 giorni; l'arresto ha destato scalpore e indignazione in vasti ambienti della pubblica opinione sia a Pisa che in altre parti di Italia, portando fra l'altro a raccolte di firme e altre manifestazioni in solidarieta` dell'arrestato, fra le quali si possono citare l'appello promosso dall'associazione Dare voce al silenzio degli innocenti e firmato da centinaia di persone, la lettera di protesta dell'Angesol (ass. naz. genitori dei soldati in servizio obbligatorio di leva), il comunicato stampa del comitato Giustizia per Lele : quante volte sia accaduto nella storia della Repubblica che un cittadino incensurato sia stato arrestato e incarcerato per il reato previsto dall'articolo 368 cp (contestato al Ciancarella) e quali pene siano state comminate da sentenze passate in giudicato relative allo stesso reato; se non ritenga opportuno il Ministro della giustizia avviare una riflessione diretta ad individuare gli strumenti per definire con maggior nettezza i confini entro cui la magistratura puo` disporre delle misure cautelari in ordine a reati come la calunnia e la diffamazione; se non si ritenga esente da pecche o critiche (se non altro per la mancata tempestivita` ) la condotta dei magistrati e degli organi di polizia giudiziaria del tribunale di Pisa, vista l'urgenza su cui si fonda l'ordinanza, essendo trascorsi dall'antefatto circa 4 mesi dalle prime circostanziate dichiarazioni del Ciancarella in ordine alla ricostruzione della dinamica della morte di Emanuele Scieri, come illustrato in premessa; se non si ritenga di prendere opportuni provvedimenti al fine di fornire piu` precise e incontrovertibili indicazioni a chi (come ad esempio l'associazione Angesol che si impegna a far emergere i casi di nonnismo nelle caserme) si trova nella posizione di raccogliere informazioni sia all'interno delle caserme che in altri ambienti della vita pubblica al solo scopo di portare alla luce comportamenti e prassi non in linea con le normative vigenti; se il Ciancarella sia stata persona, anche in periodi precedenti al fatto sopra descritto, sottoposta a sorveglianza da parte di organi inquirenti e dei servizi, visto che nel provvedimento si fa menzione generica di informative aventi ad oggetto l'attivita` del Ciancarella oltre le sue dichiarazioni riprese dalla stampa; quale la valutazione dei Ministri interrogati sul fatto che pur essendo gli inquirenti e gli organi di Pg a conoscenza del domicilio abituale e del luogo di lavoro del Ciancarella, l'arresto sia avvenuto con 10 giorni di ritardo rispetto all'ordine di arresto in un luogo pubblico e mentre si trovava in compagnia della figlia minorenne, configurandosi questa tipologia di arresto, oltre che tardiva seguendo la stessa logica del provvedimento in questione, come una ingiustificata, aggiuntiva punizione; se non reputino grave il fatto che un giovane militare di leva venga trovato morto in una caserma dopo tre giorni di agonia e che ad un anno di distanza dal fatto non si sappia nulla in merito ai responsabili di tale omicidio, anzi, che le uniche responsabilita` accertate e punite siano quelle di chi ha cercato di fornire elementi utili all'individuazione dei responsabili dell'odioso delitto. (4-30873) |
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