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laura56
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| Oggetto: da archivio repubblica Sab Apr 26 2008, 19:21 | |
| Dibattito domani con Ciancarella Una morte misteriosa nell'aereo antincendio caduto a Campocecina il Tirreno — 31 gennaio 1999 pagina -1 sezione: CARRARA
CARRARA - A sette anni dalla tragedia, nella sala di rappresentanza di palazzo comunale, domani sera alle ore 21, Mario Ciancarella, ex ufficiale dell'Aeronautica militare, ricorderà l'incidente aereo di Campocecina che costò la vita ad Alessandro Marcucci e Silvio Lorenzini durante il servizio di avvistamento e prevenzione incendi nelle montagne che circondano la nostra città. Ciancarella, che sarà ospite dell'Arci, ha da sempre definito quell'incidente «avvolto dal mistero» per il motivo che una delle vittime, appunto Marcucci, ex ufficiale pilota dell'Areonautica militare, era stato con altri, promotore di un movimento che lottava per democratizzare le forze armate e nel contempo di un'indagine di controinformazione sulla strage di Ustica. Nel volantino che annuncia l'incontro nella sala comunale, si dice che «l'inchiesta sull'incidente è stata condotta in maniera frettolosa e inadeguata, in modo tale da poter pensare che quella morte sia stata voluta per fare tacere per sempre Marcucci». E si aggiunge che si tratterebbe di una delle tante morti avvenute attorno all'incidente di Ustica per facilitarne il silenzio. Silenzio che, afferma l'Arci, verrà, imposto dalla legge fra poco più di un anno, quando il giudice sarà costretto ad archiviare le indagini. «Noi rilanciamo l'iniziativa perchè venga fatta luce definitivamente su questa strage così cone su tutte le altre che hanno insanguinato l'Italia». |
|  | | laura56
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| Oggetto: Re: da archivio repubblica Sab Apr 26 2008, 19:22 | |
| Lo chiede l'ex ufficiale Ciancarella lunedì a Pisa con un presidio «L'inchiesta Marcucci va riaperta» il Tirreno — 31 gennaio 1998 pagina -1 sezione: PISA
PISA - Il 2 febbraio a Pisa, in piazza Garibaldi, dalle 10 alle 19, sarà attivo un piccolo presidio per informare e coinvolgere i cittadini nella richiesta di riapertura delle indagini sulla morte di Sandro Marcucci e Silvio Lorenzini, avvenuta nello stesso giorno di sei anni fa sulla Apuane. L'iniziativa si ripeterà durante il 1998 in varie città e piazze d'Italia. L'iniziativa, personale, è di Mario Ciancarella, ex ufficiale pilota e collega di Marcucci. Si apre così una «campagna» di un intero anno per la riapertura di quella inchiesta che Ciancarella lancia dopo aver seguito inutilmente le vie istituzionali. Dei particolari della campagna Ciancarella sta diffondendo la conoscenza in questi giorni con un documento molto ampio e che viene accompagnato da lettere specifiche per i rappresentanti istituzionali ed i parlamentari, per i cittadini e il mondo dell'informazione. «Dieci mesi - afferma Ciancarella - per estendere il più possibile la conoscenza delle documentazioni sulla morte di Sandro Marcucci e del suo passeggero Lorenzini, le quali farebbero temere una origine dolosa ed una volontà delittuosa per quell'incidente. Essa, se fosse provata, aprirebbe scenari davvero inquietanti, poichè Marcucci e Ciancarella, si erano impegnati in ricerche personali sulle responsabilità per Ustica». Ciancarella, inoltre annuncia: «Se entro il primo dicembre del' 98 non sarò riuscito a far riaprire le indagini avvierò un drastico sciopero della fame come estrema denuncia ed ultima risorsa, senza temere gli esiti tragici in caso di fallimento dell'obiettivo, in quanto in questo caso non interromperò comunque l'azione di denuncia civile attuata con lo sciopero della fame». |
|  | | laura56
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| Oggetto: Re: da archivio repubblica Sab Apr 26 2008, 19:25 | |
| Conferenza di Ciancarella «Marcucci, un'altra vittima del dopo-Ustica» il Tirreno — 03 febbraio 1999 pagina -1 sezione: CARRARA
CARRARA - Sette anni fa l'aeroplano dall'ex colonnello Sandro Marcucci si schiantò sulle pendici di Campocecina. Con lui perse la vita un giovane avvistatore del corpo forestale, Silvio Lorenzini. Per la magistratura le cause di quella sciagura sono chiare: il vento avrebbe fatto precipare il piccolo velivolo della «Transavio». Ma la verità ufficiale è contestata da un battagliero collega di Marcucci, un altro ex ufficiale dell'aeronautica, Mario Ciancarella. Contro l'archiviazione del caso, Mario Ciancarella ha già promosso molte iniziative, a cominciare da una trasmissione di «Chi l'ha visto?». Ma stavolta l'ex capitano-pilota è intenzionato ad andare oltre. L'altra sera, al termine della sua conferenza nella sala di rappresentanza di palazzo comunale, ha annunciato «un drastico sciopero della fame», che inizierà nel mese di dicembre, giusto in tempo per portare nelle coscienze di tutti il dramma di chi non si arrende ad un'ingiustizia proprio nei giorni in cui il Natale e l'inizio del nuovo millennio saranno celebrati in tutto il mondo. Ciancarella si batte per la riapertura dell'inchiesta giudiziaria e l'altra sera si è soffermato a lungo, Lnche con la proiezione di tante diapositive, sulle lacune dell'indagine conclusa a suo tempo dalla procura presso la pretura di Massa. Ne è venuto fuori un campionario di «superficialità e sciatteria», nomi e date sbagliate, testimoni ascoltati e non presi in considerazione, altri ancora neppure interrogati, verbali grossolanamente «corretti». Tutto per dimostrare che la morte di Marcucci è uno dei tanti misteri di questo paese insanguinato dalle stragi e che probabilmente si inquadra nella scia di morti seguita all'attentato di Ustica. La lunga conferenza doveva portare «prove». Ma ci sono delle verità, come avrebbe detto Pasolini, che non hanno bisogno di «prove». Quando muore un personaggio del tipo di Sandro Marcucci, diventa assurdo e inaccettabile pensare a una disgrazia. Il suo ruolo all'interno dell'aeronautica, in anni di presa di coscienza dei militari, la sua particolare qualificazione, l'assurdo processo che gli fu imbastito per stroncargli la carriera e metterlo nelle condizioni di lasciare la divisa, il suo impegno di controinformazione sulla strage di Ustica, ne facevano un «bersaglio» fin troppo esposto. Marcucci sapeva i rischi che correva, ne era cosciente e consapevole e l'altra sera l'ha confermato, nel corso del suo toccante intervento, anche il fratello di Silvio Lorenzini. (g.f.) Articoli correlati - GIORNALI LOCALI GRUPPO ESPRESSOil Tirreno Conferenza di Ciancarella «Marcucci, un'altra vittima del dopo-Ustica» — 03 febbraio 1999 pagina -1 sezione: CARRARA |
|  | | laura56
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| Oggetto: Re: da archivio repubblica Sab Apr 26 2008, 19:26 | |
| Ciancarella sulla morte di Marcucci «Inchiesta da riaprire» il Tirreno — 03 febbraio 1998 pagina -1 sezione: PISA
PISA - Come diciamo anche nella pagina regionale, è cominciato ieri, in piazza Garibaldi, il presidio per informare e coinvolgere i cittadini nella richiesta di riapertura delle indagini sulla morte di Sandro Marcucci e Silvio Lorenzini, avvenuta nello stesso giorno di sei anni fa sulla Apuane. L'iniziativa si ripeterà quest'anno in varie città e piazze d'Italia. L'iniziativa, personale, è di Mario Ciancarella, ex ufficiale pilota e collega di Marcucci. Si apre così una «campagna» di un intero anno per la riapertura di quella inchiesta che Ciancarella lancia dopo aver seguito inutilmente le vie istituzionali. |
|  | | laura56
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| Oggetto: Re: da archivio repubblica Sab Apr 26 2008, 19:33 | |
| Per riaprire l'inchiesta sul col. Marcucci Si raccolgono firme il Tirreno — 21 marzo 1998 pagina -1 sezione: LUCCA
LUCCA - Domani sotto il loggiato pretorio in piazza S. Michele presidio pubblico voluto da Mario Ciancarella, ex ufficiale dell'aeronautica, che tenta di coinvolgere, con iniziative come questa, i cittadini nella richiesta di riapertura delle indagini per la morte del suo collega, tenente colonnello Alessandro Marcucci, e di Silvio Lorenzini. L'incidente mortale avvenne in località Capocecina il 2 febbraio 1992. Ciancarella si dice certo che si trattò di un attentato realizzato con un ordigno esplodente e chiede alla cittadinanza di essere invitato in riunione private o pubbliche ove egli possa mostrare le sue documentazioni relative alle vicende che denuncia. Ciancarella preannuncia che, se entro dicembre non saranno state riaperte le indagini, avvierà uno sciopero della fame drastico. |
|  | | laura56
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| Oggetto: Re: da archivio repubblica Sab Apr 26 2008, 19:34 | |
| LE MORTI DI MARCUCCI E LORENZINI Presidio per la verità il Tirreno — 03 febbraio 1998 pagina -1 sezione: TOSCANA
PISA - E cominciato ieri, in piazza Garibaldi, a Pisa, il presidio per informare e coinvolgere i cittadini nella richiesta di riapertura delle indagini sulla morte di Sandro Marcucci e Silvio Lorenzini, avvenuta nello stesso giorno di sei anni fa sulla Apuane. L'iniziativa si ripeterà quest'anno in varie città e piazze d'Italia. L'iniziativa, personale, è di Mario Ciancarella, ex ufficiale pilota e collega di Marcucci. Si apre così una «campagna» di un intero anno per la riapertura di quella inchiesta che Ciancarella lancia dopo aver seguito inutilmente le vie istituzionali. Ciancarella è presente anche con dei cartelli che intendono sensibilizzare l'opinione pubblica su questa vicenda. «Abbiamo dieci mesi - dice Ciancarella - per estendere il più possibile la conoscenza delle documentazioni sulla morte di Sandro Marcucci e del suo passeggero Lorenzini, le quali farebbero temere una origine dolosa ed una volontà delittuosa per quell'incidente. Essa, se fosse provata, aprirebbe scenari davvero inquietanti, poichè Marcucci e Ciancarella, si erano impegnati in ricerche personali sulle responsabilità per Ustica». Se non riuscirà nel suo scopo, Ciancarella ha annunciato per dicembre un drastico sciopero della fame. |
|  | | laura56
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| Oggetto: riflessione politica di mario ciancarella Sab Apr 26 2008, 19:39 | |
| I personalismi sono la morte della democrazia il Tirreno — 20 maggio 1998 pagina -1 sezione: LUCCA
LUCCA - Le vicende elettorali evidenziano una preoccupante lacerazione politica. Un conflitto sordo in cui i toni più aspri si leggono tra aspiranti sindaci della medesima area che non piuttosto tra quelli di aree che dovrebbero contrapporsi. Se la società civile risulterà frantumata ci sarà veramente da preoccuparsi. La prospettiva potrà essere una feroce campagna di caccia e compravendita del consenso per il ballottaggio. Fine di ogni speranza di una politica che progetti futuro con i cittadini e per i cittadini. La lettera del sen. Favilla è un esempio del degrado: la politica non è più un progetto di società che emerge per il consenso tra due idee diverse e non confondibili. La democrazia non è più dibattito interno ad uno schieramento ove si rispettano gli esiti delle maggioranze. Le ripicche personali diventano motivo di consegna dei propri voti all'avversario, indipendentemente dai programmi. L'equivoco della prevalenza del nome sui progetti avvilisce ancora di più la cultura della politica che sappia elaborare progetti di soluzione ai bisogni. E così Lazzarini pone una pregiudiziale personalistica e invita ad «accendere l'Ulivo». Ma le piante se vengono accese rischiano di bruciare ed estendere le fiamme a tutta la foresta. Una politica personalistica è il primo passo per la morte della democrazia. Mario Ciancarella |
|  | | laura56
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| Oggetto: riflessione politica di mario ciancarella 2 Sab Apr 26 2008, 19:40 | |
| Tagliasacchi, serve un progetto contro il crimine il Tirreno — 17 febbraio 1998 pagina -1 sezione: LUCCA
LUCCA - In margine alla visita del presidente della Provincia, Andrea Tagliasacchi, alla questura, vorrei riflettere sulla realtà che si evidenzia sul territorio e che sembra si voglia piuttosto considerare solo come una «ipotesi remota»: la criminalità organizzata oggi appare vincente e radicata in territorio toscano, il quale sembra essere nella piena disponibilità dei suoi progetti criminosi. La cocaina affoga Lucca. Il racket delle estorsioni al commercio colloca Lucca tra le primissime posizioni della classifica criminogena delle province minori, e ad esse si accompagna il fenomeno dell'usura. La visita alla questura si è incrociata con il sequestro di 800 kilogrammi di cocaina sbarcati a Livorno e fermati al Brennero. Sarebbe ingeneroso scaricare le responsabilità solo sugli uomini delle forze dell'ordine. Ma suonano inutili tanto gli «apprezzamenti generici sul controllo istituzionale del territorio», quanto il riferire di «visite formali» di rappresentanti amministrativi a questure e comandi di carabinieri, se poi quelle visite rimangono appunto solo «formalità». La criminalità organizzata può radicarsi solo attraverso una continua ed efficace inflitrazione istituzionale da un lato, ed attraverso una cultura di omertà diffusa tra la gente da un lato diversom, ma altrettanto fondamentale per la «sicurezza dei criminali». Non si risolvono queste terribili condizioni con la pietosa copertura delle piaghe purulente. Si risolvono attraverso «progetti politici» assolutamente intransigenti, estremamente articolati e trasparenti. Ed ogni progetto politico che si ponga obiettivi così ardui ha bisogno di fondarsi su un più vasto consenso popolare possibile. Ma questo nasce solo da un dibattito aperto sul territorio con tutte le categorie sociali ed in tutti i momenti della convivenza, di cui la scuola rappresenta una istanza fondamentale. Un dibattito non episodico, non reticente. Nel quale non si vogliano criminalizzare, piuttosto che i banditi, coloro che svelassero che «il re è nudo». Nessuna malattia può curarsi se non individuando le opportune e necessarie terapie, ma ciò non accade senza una diagnosi approfondita e spietata, per quanto compassionevole, verso il soggetto colpito dal male. L'unica salvezza, l'unica «cura Di Bella», per una società civile aggredita dal tumore criminalità risiede in una drastica cura di «legalità», assunta in dosi massicce. Anche se ciò dovesse comportare il pagamento di «qualche prezzo», come la perdita di simboli apparenti di benessere e ricchezza. E quanto avviene per i capelli, ad esempio, durante cure chemioterapiche. Ma il tempo passa, i crimini si rinnovano e si moltiplicano, i giovani guardano e maturano fatalismo e sfiducia nel cambiamento. E la politica tace, per non turbare gli elettorati e le piazze, o si balocca in rituali di autocompiacimento e di ingenue rassicurazioni demagogiche. Attendo, con immutata fiducia, segni evidenti di un progetto politico. Mario Ciancarella |
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