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Cap-16 Ustica:dove muore la dignità di uno stato-parte 22

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marisa




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MessaggioOggetto: Cap-16 Ustica:dove muore la dignità di uno stato-parte 22   Sab Lug 07 2007, 10:25

Da "Dedicato a francesco Cossiga e purtroppo a Massimo Brutti"
Alcuni brani dalle pagine 294-296 che potrete vedere nei particolari e anche nei commenti dell'autore andando al pdf del manoscritto e aprendo o scaricando
.......................................................................................
Importanti alcuni rilievi alle note introduttive. Il documento è contenuto in un Dossier che la Rivista
titola: "A che servono i servizi", il testo pubblicato reca il Titolo: "Intelligence: Istruzioni per l’uso.
di Francesco Cossiga", ed è introdotto da questa nota redazionale: "Pubblichiamo questa "Guida si
servizi Segreti" redatta dall’allora Capo dello Stato nel 1990, da lui trasmessa agli Uffici responsabili
come opera di "Anonimo" per motivi di <opportunità politica>". L’opportunità politica non può che
essere l’interesse personale del Presidente della Republica a dissimulare la sua diretta responsabilità
in un atto che con assoluta evidenza accerta l’Alto Tradimento consumato e progettato (nelle sue
convinzioni più deviate) proprio da colui che avrebbe dovuto essere il garante assoluto dello spirito e
della lettera della Costituzione.
Prima ancora di entrare nel testo, va poi segnalata la nota "1", riportata accanto al titolo del primo
paragrafo di quel testo preoccupante:

1. I ’SERVIZI SPECIALI’1.
La nota a piè di pagina a sua volta recita: "1. Questo testo è stato
riprodotto per la prima volta da "Cronache della Disinformazione nr. 28/1993 [Rivista che non
sono riuscito a rintracciare, nonostante si ritrovi in molte bibliografie per la saggistica che
stiamo trattando, al punto da pensare che si tratti di uno di quei bollettini dei molti circuiti
dissimulati dei servizi, funzionali a "far uscire", anche a fini di "sondaggio" informazioni
altrimenti riservate. Ma di certo si tratta solo di una mia limitata capacità di accesso alla
pubblicistica nazionale che solo a Roma sarebbe possibile intercettare presso la Biblioteca
Nazionale ndr]. Nell’avvertenza Cossiga specificava di essersi basato anche su "testi in
uso nelle scuole di servizi esteri".
Sono certo che, se vi fosse costretto da una politica consapevole e determinata, Cossiga non
potrebbe che confermare che quei testi - che negano assolutamente la nostra Costituzione - erano gli
stessi della "Scuola per Dittatori di Panama", gestita dalla CIA e presso la quale venivano gestiti e
partoriti studi come il già citato "Strategia del Colpo di Stato" del Prof. Edward Luttwak. Ed ora
leggiamolo questo concentrato di nefandezze:

"(..) interessi che per poter essere realizzati e minacce che per poter essere contrastate
necessitano di attività "non apparenti" e "non convenzionali", poichè non pubblico è il regime
delle notizie che è interesse acquisire o clandestina e realizzata in forma occulta è la
minaccia che si intende realizzare
. [C’è chi abbia mai sentito di una minaccia della criminalità
ordinaria od organizzata che non sia "clandestina e realizzata in forma occulta"? E questo è
mai stato sufficiente a dire che la azione di difesa dello Stato possa avvenire, con la sua
Polizia e la sua Magistratura, attraverso attività "non apparenti e non convenzionali? ndr]

(..)1.3 Legalità dei Servizi Speciali

Per questi motivi, si ripete, la legalità sostanziale dei servizi e delle loro attività risiede
negli interessi dello Stato e nel carattere <non convenzionale> del bene che si vuole
acquisire, o del pericolo da cui ci si vuole difendere,
BENI NON ACQUISIBILI IN VIA LEGALE O IN FORMA <APERTA>, o ATTIVITA’ DI
PERICOLO SVOLTE IN FORME ILLEGALI E CONTRASTABILI, IN MODO EFFICACE,
SOLO NELLO STESSO MODO.
Di conseguenza la legalità sostanziale dei <servizi speciali> si basa sulla legittimità dei
fini, e può non corrispondere alla legalità formale (..) Non convenzionali sono i mezzi usati
e le procedure adoperate, e non convenzionali, per status, per posizione pubblica, per
formazione e per impiego il personale in essi impiegato e da essi utilizzato.

(..)3.4 Attività <coperte> dei servizi di intelligence.

In modo accentuato nel dopo guerra, nell’ambito della guerra fredda, si sono venute
accrescendo le (..) "covert action" (..); si tratta di attività operative vere e proprie, che vanno
dalla "destabilizzazione" di regimi politici, alla "sovversione" anche mediante la attuazione
ed il finanziamento del <terrorismo>, al sabotaggio quando non addirittura alla azione
diretta contro personalità del Paese avversario".................................................................................................


Cossiga dice invece - come abbiamo letto appena più indietro - che questo criterio non sarebbe
applicabile alla attività dei servizi speciali. Ma fa di più: sottrae al Parlamento la sovranità su questa
materia. Mentre noi abbiamo visto come gli USA ad esempio decretino invece per Legge anche la
stessa facoltà di "covert action" delle Forze Armate e dei loro Servizi Speciali.
I
l che non toglie che quelle covert action, in quel Paese, siano soggette in ogni caso a criteri e vincoli
ancor più rigidi di controllo, archiviazione e rendicontazione, e che comunque tutti gli atti siano
pubblicabili, al termine di ogni operazione o nei tempi fissati da una Legge di pubblicizzazione degli
atti, che è sempre di assoluta garanzia del cittadino più che del Potere. Ovvero che siano sempre ed
immediatamente esigibili ed opponibili agli autori, su richiesta del Parlamento che ne stia indagando la
"correttezza" secondo i "criteri americani". E che siano infine sempre evidenti i responsabili dei vari
livelli e coloro che debbano rispondere alla Legge ed al Popolo americano del proprio operato. La
covert action, nella cultura di un regime sovrano, indica una copertura finalizzata all’esito della azione
non alla sottrazione dai vincoli di legalità dello Stato, o almeno non dai vincoli di fedeltà esclusiva al
proprio Stato. Esemplare, al riguardo, una dichiarazione di John C. Gannon, vicedirettore generale
della CIA fino al Luglio 1997 in una tavola rotonda in Italia che analizzeremo più approfonditamente
appena più avanti.
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marisa




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MessaggioOggetto: Re: Cap-16 Ustica:dove muore la dignità di uno stato-parte 22   Sab Lug 07 2007, 17:08

Frattini:
.....................................................

il tema che ci sta a cuore è trattato per primo da Frattini, noto prima della sua carica parlamentare, per
lo smodato amore per un gioco di guerra, "Risiko", dovendosi sperare che non sia stata questa sola
benchè meritata fama di competenza come giocatore "militare" a suggerirne la nomina alla Presidenza
del Comitato di Controllo Parlamentare:

"Il terzo [di tre passaggi "necessari" a detta dell’onorevole "perchè i servizi siano messi in
condizione di svolgere il loro lavoro" ndr]
è che chiunque adempie ad un dovere del suo
ufficio non è punibile se esegue esattamente l’obbligo di servizio, e se quell’obbligo
consiste in un reato allora bisogna ritenere che la responsabilità dell’autorità politica
copra anche la responsabilità penale dell’operatore (..)


"Un’ultima battuta sulla "ragion di Stato". Essa è anzitutto l’interesse dello Stato a
conservare se stesso. In quanto lo Stato garantisce la convivenza democratica [??!! ndr]
questo principio non è prevaricazione ma salvaguardia delle istituzioni contro i rischi
interni ed esterni (..)


E’ stato fatto credere alla gente che i servizi non fossero altro che una organizzazione
deviata. Questo atteggiamento non può essere accettato. Noi nel nostro Comitato
abbiamo recentemente, in un caso concreto, espresso l’avviso che le ragioni della
protezione che lo Stato deve assicurare ai suoi operatori vanno salvaguardate al
massimo"


Solo chi fosse dotato di un assoluto cinismo non avrà sentito brividi lungo la schiena. Il processo
Priebcke era stato appena celebrato, eppure tornano a suonare in queste parole i rintocchi di quella
terribile presunzione di diritto all’impunità per "l’obbedienza dovuta", che avevano già avuto una eco
micidiale nella storia più recente dell’Argentina con la liberazione di tutti i militari golpisti, assassini e
torturatori, grazie ad una Legge chiamata Ley de Obediença".
E’ il disprezzo più profondo per quanti si sono battuti in questi cinquant’anni perchè la Legge
finalmente affermasse invece, come nel 1978 aveva statuito la Legge dei Principi della Disciplina
Militare, un principio di civiltà: l’obbligo per ogni militare della "disobbedienza dovuta" per ogni ordine
che costituisca menifestamente reato, con il conseguente dovere di denunciare la Autorità che
quell’ordine aveva impartito. Capacità di contrasto ed opposizione che può nascere, come riflettevamo
in un altro capitolo, solo dalla grande e costante educazione alla responsabilità personale ed al diritto
costituzionale, che si sostanzia nel diritto ad una possibilità di sindacato sull’ordine ritenuto illegittimo,
da eseguirsi solo se reiterato per iscritto. Anticamera di quei criteri di archiviazione e di attestazione
certa delle responsabilità per ogni singola e minuta fase di ogni operazione che sono rimasti invece
del tutto inespressi a livello legislativo.
Ma l’intervento di Frattini è soprattutto uno schiaffo micidiale alle centinaia di vittime (uccise o ferite) e
rimaste senza giustizia delle infinite stragi impunite di questo Paese. "E’ stato fatto credere..."?! No
questi cittadini italiani non hanno sviluppato questo convincimento per una turpe malia di personaggi
intenzionati a gettare puro discredito sulle Forze Armate e i loro Servizi di informazione. Questi
cittadini hanno potuto raccogliere solo brandelli, quando possibile, dei corpi dei loro cari che una turpe
"ragion di Stato" aveva letteralmente strappato alla vita.
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marisa




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MessaggioOggetto: Re: Cap-16 Ustica:dove muore la dignità di uno stato-parte 22   Sab Lug 07 2007, 17:16

Brutti:

"(..) il suo discorso [dice agganciandosi all’intervento del "nostro" Battelli. ndr] ci porta dritti al
tema della ragione di Stato. Qual’è il senso di questa metafora?

Essa afferma che rispetto
alle singole norme dell’ordinamento statale con le quali si stabisce che cosa è lecito ed
illecito, vi è una ulteriore regola che ad essa si sovrappone e che è più importante, la
regola della salvezza dello Stato, della tutela della sua integrità (..) [per cui] anche
determinate attività non conformi alle Leggi siano qualificate come attività legittime e
quindi dichiarate non punibili (..) [ ma "dichiarate" da chi, se non dalla stessa Legge, per cui
esse non sarebbero più "non conformi alle Leggi"?

Evidentemente dalla stessa Autorità
Esecutiva che le dispone per il proprio personale interesse e per la propria personale
concezione di Stato, non tenendo in conto alcuno la realtà di una opposizione democratica
che è necessariamente fuori dalla Funzione Esecutiva e risiede piuttosto in quella Funzione
Parlamentare e Legislativa che con queste "considerazioni" viene invece espropriata di ogni
reale potere di controllo e di ogni parità con la Funzione Esecutiva. ndr]

"(..) Per questo bisogna rafforzare l’autorevolezza del Comitato [Parlamentare di controllo
sui servizi ecc. ndr] restringendo il numero dei mebri e affermando sanzioni severe per
chi viola il dovere di riservatezza.

"Troviamo il modo di prevedere la decandenza dalle funzioni parlamentari: forse i
problemi di costituzionalità che una previsione del genere solleva si possono risolvere.
[ i brani sono tratti dalla rivista Limes nr 3-97]
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