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Strategia della disgregazione relazionale

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AutoreMessaggio
marisa




Registrato il : 14/06/07
Messaggi : 180

MessaggioOggetto: Strategia della disgregazione relazionale   Sab Lug 28 2007, 09:08

Qual è la strada?
La strada a mio parere è la strategia contraria a quella che è stata adoperata:1/5 è un numero che ritorna in molti ambienti(ho letto che sono anche quelli considerati "rompiscatole "nella magistratura :20-30%),1/5 significa che bisogna cercarsi,che in una famiglia di 5-6 persone una si sente isolata,che fra gli amici bisogna stare attenti ai messaggi che trasmetti e se hai un messaggio “etico” probabilmente non avrai a chi comunicarlo.
La strategia usata è la disgregazione relazionale com’è stata ottenuta ? Corrodendo i valori,smerciando ciò che richiedeva lavoro e tempo a buon mercato,facendo credere che ci si può divertire e rilassare e nonostante ciò avere tutto e che quelli che si impegnano e lottano sono solo persone di poca intelligenza che hanno grossi problemi relazionali(in effetti sono diventati sempre più isolati),intervenendo su tutti i luoghi di giustizia e di educazione e rendendoli non credibili per gli scopi che dovrebbero avere.
La comunicazione e la disinformazione hanno fatto il resto,la distruzione e la morte che tale strategia ha provocato vengono taciuti,insabbiati,nascosti perché l’azione possa continuare.
Ritrovarsi forse è la prima cosa,informare gli altri è la seconda,crescere e organizzarsi è la terza ma non dimenticare mai che ,in assenza, degli altri bisogna fare da soli.

Rosaria Schifani è la moglie dell’agente di scorta che guidava la macchina di Falcone:

Rosaria Schifani:
per tutti coloro che hanno dato la vita per lo Stato…..lo Stato…
chiedo venga fatta giustizia adesso.
Rivolgendomi agli uomini della mafia, perche ci sono qua dentro, e non: ma di certo non cristiani.
Sappiate che anche per voi c'è la possibilità di perdono, io vi perdono però vi dovete mettere in ginocchio se avete il coraggio di cambiare.........ma loro non cambiano.
Loro non cambiano, diceva la giovane vedova di guerra, loro sono qui a fingere di piangere uomini veri e coraggiosi, uomini che pur conoscendo contro chi e cosa stavano lottando, hanno continuato nel nome di una coscienza limpida e onesta. Uomini dello Stato, perche i nostri eroi erano e sono ancora uomini dello Stato: invece chi quel giorno stringeva un vigliacco cordoglio erano e restano uomini contro il nostro Stato.
Sono piu forti di noi e fanno paura: ma fa ancora più paura sapere di avere ben poche chance, la difficoltà nel trovare persone incontaminate, oneste, lontano dai loro giochi di potere.
Oggi lo Stato è abitato da facenti stregoni, e non perchè leggono le carte o bevono sangue da coppe color oro, stregoni perchè come nel paese delle meraviglie sanno insabbiare, rendere invisibile occultare le loro verità: posseggono le arti magiche, sanno quale pedina muovere e come allontanarci depistandoci.Noi siamo gli uomini dello Stato, noi che sappiamo da che parte remare, noi che leggiamo tra le righe le loro verità criptate.
Dobbiamo issarci, affastellarci l'uno su l'altro fino a diventare un enorme bastone capace di bloccare le loro mortali ruote:
impedire il continuamento di un modo di governare simile a due mani che ci stringono la giugulare. Uno Stato che blocca l'evoluzione della propria società è uno Stato da combattere: i loro smembramenti istituzionali vanno fermati, le loro mani sulle nostre aziende vanno tagliate. Il loro mettere bocca in questioni altrui.
Hanno prolificato ovunque:
nella magistratura,
nella guardia di finanza,
in ogni forza armata,
nel calcio,
nella sanità pubblica e privata,
nelle scuole,
nelle banche,
alitalia,
telecom,
parmalat,
cirio,
tutto rientra in quel teatro burattiniano in loro possesso. Tutto è talmente lapalissiano da non sconvolgerci piu di tanto, facendoci tenere bassa la testa nella sabbia.
Si muovono di giorno fingendo di governare: agiscono di notte impedendoci di vedere assolti i nostri diritti, impedendoci di credere ancora in una giustizia resa fittizia e piena di gineprai bui.
L'assoluta immutazione di vecchi e nuovi problemi dovrebbe darci la forza di iniziare un vero percorso: abbiamo il dovere di mutare rotta con un atto certo e palese.
Le intercettazioni non avrebbero motivo di esserci, se non per motivi di strategia aziendale, o spinti dalla certezza che chi opera, lo fa in malafede.
È tutto sbagliato, è tutto la conseguenza di un ordine reso oscuro e malato: corriamo come matti nell'intento di mettere toppe dove nemmeno il buco dovrebbe esserci.
Se non ristabiliamo un ordine, una moralità, un limite che mai più dovrà essere superato, tutti noi saremo legittimati ad agire in un determinato modo: il pesce piccolo si vedrà sempre inghiottito da quello piu grande.Passiamo il tempo a discutere su cosa fare, come intervenire, come uscire da questo involucro laminato capace di oscurarci le menzogne: loro operano sotto un'unica bandiera; noi ci vivisezioniamo in mille bandiere, uno smembramento che mai ci renderà forti come loro.
Hanno nel tempo ordito alle nostre spalle, mietendo a gran falce il nostro frumento, ridandoci terra arida e in coltivabile.
Usiamo la loro stessa strategia, apriamoci anche noi un varco, attiriamo a noi uomini e ogni figura professionale capace di dar voce all'oscuramento malefico. Attiviamoci se davvero vogliamo tentare di portare alla luce i gravi delitti: partiamo dall'Italia ma avendo bene a mente una cosa.
Loro son diventati tanto potenti d'avere cellule in ogni parte del mondo: e noi nel mondo abbiamo tanti altri nostri simili vittime del loro potere dilagante.
Dobbiamo attivarci senza piu indugiare, senza piu rimandare, senza piu credere che digitare su carta basti a smuovere il sistema.
Combattere per riottenere il diritto ad un informazione reale e priva di censura o ottenebramenti, riempiamo le redazioni innondandole delle nostre lettere denuncianti una professionalità e un servilismo a pari passo.
Noi sappiamo che voi servite. Ecco cosa dobbiamo dirgli, che sappiamo, che noi sappiamo, che noi siam pronti a diffondere la loro mala informazione. Non crediate sia di pubblico dominio, in molti son rimasti arenati in paludose e finte oasi paradisiache. La consapevolezza vive in poche menti.
Potrebbe apparire a molti, vuoto e inutile questo articolo, privo di vere annotazioni: è vero,non sto denunciando un singolo attentato.
Per me, ogni loro mossa, sia che provenga da un ala, sia che provenga dall'altra, risponde ad un unico movente, ad un unico scopo, ad un'unica cupola. Per me fa tutto parte di un unico gigantesco disegno, volto ad un solo fine.
Forse nel loro disegno c'è davvero l'intenzione di farci scagliare ora contro uno, ora contro l'altro: il capro espiatorio che di turno decidono di gettarci tra le fauci.
No, non ci credo piu: son certa si tratti di un'unica macchinazione. Dimmi con chi vai, ti dirò chi sei.
Rinnovo l'invito a coloro che hanno nel cuore desiderio di ripulire i corridoi dorati, di rivolgersi a noi: fin quando silenti continuerete a lavorare a braccetto con chi sapete corrotto, per me lo sarete anche voi.
Avete dichiarato guerra alla vostra stessa popolazione: troveremo mai giudici capaci di chiedervi e costringervi a gettare la maschera?
Sì prima o poi troveremo questo altro nostro eroe: ma questa volta non lo lasceremo solo nelle vostre mani, questa volta gli faremo cordone.
http://www.comincialitalia.net/interna.asp?id_tipologia=32&id_articolo=3765
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laura56




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MessaggioOggetto: al solito   Sab Lug 28 2007, 09:36

L'ho inviato ai contatti. Ognuno potrà farsi un'opinione. Io sono disposta ad unirmi con movimenti o singole persone che mi provano giorno per giorno che sono fedeli alla Costituzione e che vogliono fare l'interesse delle Vittime con il loro impegno quotidiano e non solo il proprio. Ho incontrato Persone che tengono molto alla loro immagine, che sono falsamente democratiche più volte nella mia vita.
Allora ho preferito fare da sola.
Come dice il proverbio: meglio soli che male accompagnati. Ora pur non essendo in tanti siamo già una piccola rete democratica noi tre con Rita Atria, i ragazzi di Locri,Acmos Piemonte e altri singoli toscani ad esempio di Mani Tese Lucca, giovani e non italiani e qualche cittadino del Marocco abitante a Lucca,sono contenta così. Laura
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marisa




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MessaggioOggetto: Re: Strategia della disgregazione relazionale   Sab Lug 28 2007, 09:53

Io ho sempre fatto un viaggio a zig-zag,lo chiamo andare di bolina nel senso che si va controvento (cosa di per sè impossibile) cambiando sempre direzione per non perdere il vento sulla vela(zig zag) questo comporta unirsi a qualcuno per un breve tratto e poi abbandonare e trovare altri amici,credo che chi ha fini importanti vada soprattutto così perchè la maggior parte scende a compromessi o con la realtà o con le persone.
Non è detto che non ci si debba in qualche caso defilare ma mantenere i propri principi credo sì e questo è molto difficile in gruppo grande e piccolo.
Comunque penso che sulle cose fondamentali bisognerebbe agire tutti insieme senza guardare troppo per il sottile e si potrebbe farlo benissimo.
Per esempio durante il periodo delle elezioni stavo cercando di diffondere una cosa gravissima(diciamo una strage occulta) ma mi sono accorta che non avrebbe avuto soluzione se ciò che era accaduto nelle elezioni(di per sè non vitale) non fosse venuto a galla perchè a livello politico niente era cambiato. In effetti le promesse si sono perse nel nulla.
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laura56




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MessaggioOggetto: a marisa   Sab Lug 28 2007, 10:02

Io sono fedele alle reti che ogni tanto si creano, fino a quando qualcuno decide di fare altre strade o si rivela funzionale al sistema di potere. In quel caso scelgo io di fare altra strada senza ripensamenti e molto serenamente. Ho avuto la fortuna che la collaborazione con Rita Atria e Mario va avanti dal 1995, ma sono consapevole che è una rarità. Laura
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