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Vittime del terrorismo o dello Stato?

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AutoreMessaggio
marisa




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MessaggioOggetto: Vittime del terrorismo o dello Stato?   Mer Ago 01 2007, 09:25

Celebrare ha l’aspetto di una truffa quando non si identificano i responsabili e chi sa rimane al proprio posto coperto dalle carte segretate ,quando si accettano le risposte evasive di uno che è nel Consiglio Superiore della Magistratura e gli abomini di deputati che chiedono l’indennizzo per il ricongiungimento alla famiglia dopo gli scandali.
A chi ha dato la vita è dovuto rispetto,l’assistenza adeguata ai familiari ,commisurata a un debito non valutabile e soprattutto la giustizia che non gli è stata resa
Dopo le prime due lettere di S.Borsellino
http://www.lasicilia.it/articoli.nsf/LaSiciliait)/8A03226B7EB3AA13C125731B003282E0?OpenDocument

.........................................
“ritengo mio dovere fargli notare che nella sua seconda agenda, quella grigia in possesso dei suoi familiari, che, essendo stata lasciata a casa da Paolo il 19 luglio non ha potuto essere sottratta come quella rossa, mio fratello ha annotato: '1 Luglio ore 19:30: Mancino'. In quanto alla credibilità dello stesso Mutolo - aggiunge Salvatore Borsellino -, il quale riferisce la frase di Paolo durante l'interrogatorio: 'devo smettere perché mi ha chiamato il ministro, manco mezzora e torno...', devo ricordare al senatore Mancino che è proprio grazie alle dichiarazioni di Gaspare Mutolo che il dottor Bruno Contrada, funzionario del Sisde, ha potuto essere condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione".
/http://www.lasicilia.it/articoli.nsf/(LaSiciliait)/CC711EDF640ED601C125731A003A5C79?OpenDocument

http://www.antoniodipietro.com/2007/07/borsellino_15_anni_dopo.html

la terza lettera segnalata da Laura:


Milano 29 Luglio 2007
A seguito della notizia riportata oggi dagli organi di stampa, della concesssione di un assegno vitalizio, quale beneficio previsto dall'applicazione della legge 206/4, alla moglie e ai figli del dottor Paolo Emanuele Borsellino, già magistrato,deceduto in Palermo il 19/7/1992 per effetto di lesioni riportate in conseguensa di azioni della criminalità organizzata con finalità terroristica, chiedo all' on. Giuliano Amato, in qualità di titolare del Dicastero degli Interni, di volersi fare promotore di una proposta di legge per la concessione di un vitalizio, pari all'emolumento mensile di un componente della Camera dei Deputati, per i familiari di Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina, già agenti della Polizia di Stato, deceduti in Palermo il 19/7/1992, per effetto di lesioni riportate in conseguenza di azioni della criminalità organizzata con finalità terroristica, mantre, facendo uso solamente del loro corpo, tentavano di difendere il suddetto magistrato.
In quanto alle motivazioni del vitalizio stesso chiedo al ministro Giovanni Amato, attuale titolare del Dicastero degli Interni di avviare consultazioni con l'on. Nicola Mancino, titolare del Dicastero degli Interni dal 28/6/1992 al 28/04/1993 (I Gov. Amato) ed al 28/4/1993 al 10/05/1994 (Gov. Ciampi) e quindi sicuramente al corrente dei Segreti di Stato relativi a quel periodo, per appurare, compatibilmente con le lacune di memoria dello stesso, se i suddetti agenti della Polizia di Stato debbano essere definiti "vittime del terrorismo" o "vittime dello Stato"
Salvatore Borsellino






Milano, 29 Luglio 2007
Dal Corriere della Sera di oggi:
"Fu terrorismo". Vitalizio ai familiari di Borsellino
"Dopo una lunga istruttoria, la direzione generale del personale di via Arenula ha riconosciuto rispettivamente alla moglie e ai figli del dottor Paolo Emanuele Borsellino, già magistrato, deceduto in Palermo il 19/7/1992 per effetto di lesioni riportate in conseguenza di azioni della criminalità organizzata con finalità terroristica, la concessione dell'assegno vitalizio quale beneficio previsto dall'applicazione della legge 206/04"
Il figlio Manfredi, oggi commissario capo della polizia a Palermo, chiede giustamente perchè non venga riconosciuto lo stesso trattamento alle moglie e ai figli degli agenti morti in via D'Amelio e dichiara:
"Se ora sono in polizia lo devo all'esempio che ho avuto dagli agenti della scorta di mio padre. Lui è morto per le sue idee, loro sono morti per difendere mio padre. Non ci dovrebbero essere vittime di serie A, serie B o serie C"
Non aggiungo altro, se non il ricordo di mia madre che, il giorno dopo la strage, ci chiese di incontrare i genitori dei ragazzi morti con Paolo e volle baciare loro, uno per uno, le mani perchè, come ci disse, avevano dato la vita dei loro figli per suo figlio.
Io mi chiedo invece quando verrà concessa ai familiari di quei ragazzi un vitalizio come genitori e figli di vittime dello Stato
Salvatore Borsellino
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marisa




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MessaggioOggetto: Re: Vittime del terrorismo o dello Stato?   Ven Ago 03 2007, 07:06

Chi ha risposto a questa domanda di Salvatore Borsellino?
Si può tacere riguardo a fatti così gravi?

Stiamo ancora aspettando una risposta riguardo a ciò che venne detto durante questa convocazione urgente da un ministro (che è ora alla vicepresidenza del consiglio superiore della magistratura),insabbiamo anche questo e anche questa volta?
Verità è dovuta ma ora non fra trent'anni o mai più!

'1 Luglio ore 19:30: Mancino'. In quanto alla credibilità dello stesso Mutolo - aggiunge Salvatore Borsellino -, il quale riferisce la frase di Paolo durante l'interrogatorio: 'devo smettere perché mi ha chiamato il ministro, manco mezzora e torno...', devo ricordare al senatore Mancino che è proprio grazie alle dichiarazioni di Gaspare Mutolo che il dottor Bruno Contrada, funzionario del Sisde, ha potuto essere condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione".
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laura56




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MessaggioOggetto: lettere salvatore borsellino   Ven Ago 03 2007, 09:54

Non me la sento personalmente di fare alcun commento alle lettere di Salvatore Borsellino, dice già tutto quello che va detto, spero solo che in molti le leggano e si facciano una propria opinione. E' per questo che ho diffuso le lettere.
"Cambiando argomento": a Mario Ciancarella per le vittime di stato di Ustica e del dopo Ustica chi ha mai risposto?
Questo silenzio dura da moltissimi anni ed offende tutti quei cittadini(vedi firme a petizione) che vorrebbero dalla politica verità e giustizia.
Invece come ieri per Bologna si preferisce l'esercizio della retorica nella finta solidarietà alle vittime da parte della politica. E' tabù quasi certamente persino fare una tesi sulla questione della sovranità limitata del governo italiano nei suoi rapporti con quello americano dal 1946 a oggi nelle Università italiane e lì stanno le risposte serie che la politica potrebbe dare alle vittime delle stragi, del terrorismo, delle mafie, di stato se solo avesse la volontà.
Uno sarebbe disposto a fare un altro tipo di lavoro all'Università, magari anche meno faticoso se come popolo avessimo quelle risposte da parte di chi ci rappresenta in parlamento, invece silenzio o esercizio della retorica e allora si sente il bisogno di continuare a porre quelle domande scomode qualsiasi prezzo si debba pagare.
Si continua a porre la domanda alla politica del perchè ha accettato passivamente l'influenza del governo americano sulle questioni interne e dei nostri rapporti internazionali.
Si continua a chiedere alla politica come mai uomini dei servizi sarebbe normale che prima rispondono obbedendo alla volontà del governo americano e poi si ricordano di avvisare il governo italiano quando magari hanno fatto cose in palese contrasto con la Costituzione e le leggi ordinarie italiane.
Si continua a chiedere alla politica italiana com'è che hanno lasciato che pullulassero associazioni segrete di ogni tipo in palese contrasto con la Costituzione o gruppi di chiara natura nazifascista per esempio, anche qui dimenticando che ciò era in contrasto con la Costituzione.
Si continua a chiedere perchè si è tollerato che fosse impedito per volere americano che il Partito Comunista in libere elezioni a parità di condizioni se avesse vinto poteva governare il paese come sarebbe stato normale, si è tollerato che si coltivassero progetti di guerra civile, guerra batteriologica, chimica, radiologica ecc e si facesse quella psicologica a tutto campo nel più assoluto segreto nel nostro paese.
Tornando in Sicilia, come nel resto d'Italia si aspetta di sapere come è potuto succedere senza che ci fosse alcun intervento deciso della politica a far finire tutto questo che oltre alle mafie ci fosse per esempio un "parlamento mondiale" a Palermo. Naturalmente siamo ben lontani dal sapere cosa facesse. Si parla di corruzione per un milione di dollari intanto, di terroristi, di politici che facevano la fila per accreditare tale struttura e nessuno dà spiegazioni. Ci diranno probabilmente che è un'associazione internazionale che si occupa di sicurezza e pace, ma non può bastarci. A noi risultava che ciò fosse compito del governo e quindi tale associazione è un costo che lo stato può tranquillamente tagliare, chiudendola naturalmente in amicizia con gli Usa, i quali facessero pagare il conto o al proprio governo portando gli uffici del "Parlamento mondiale" a Washington o accettassero la decisione serenamente di eliminarlo e chiuderlo per sempre. Laura
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marisa




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MessaggioOggetto: Re: Vittime del terrorismo o dello Stato?   Sab Ago 04 2007, 07:30

Quello che sono arrivata a capire è che quelli a cui ci rivolgiamo per ottenere risposte sono solo manichini o al massimo burattini,non ho mai ottenuto risposte a domande rivolte a chi era responsabile di un ufficio o di un istituzione,se c'era risposta era priva di qualsiasi nesso con la domanda,lo stesso per tutti quelli che conosco e che hanno interpellato per cose gravissime a volte.
E' un principio vincente ,a quanto pare, perchè accomuna le persone che chiedono in una folla che attende all'infinito catene di risposte senza senso che ne creano altre e altre ancora con la sicurezza che tutti verranno lasciati in pace.
La mia convinzione è che anche ai massimi livelli non si conti nulla,in effetti, e che le risposte andrebbero cercate altrove presso chi dirige che è dietro le quinte.
Si tratta di una democrazia apparente che a volte perde anche questa illusorietà quando l'illegalità finisce per interessare anche le procedure più banali.
L'unico imbarazzo che compete a queste persone è mettere a tacere chi diventa pericoloso per questa quiete torbida e rischia di creare consapevolezza.
Come uscirne?
L'unica via,mirare all'obbiettivo giustizia facendone il collante finchè questi discorsi diventeranno out:

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Arriva anche il messaggio di Napolitano. Il capo dello Stato fa riferimento alla legge appena approvata, sostenendo che l'impegno con il quale il Paese ha saputo reagire alle stragi e agli attentati "va rinnovato ogni giorno ed a tal fine è indispensabile mantenere viva la memoria di quella drammatica stagione della storia del nostro Paese, assicurando la necessaria attenzione al dolore non meno che ai diritti dei familiari delle vittime, anche attraverso le iniziative commemorative che con la giornata ora istituita per legge assumeranno nuovo rilievo". Troppa elegia, il capo dello Stato potrebbe dire parole crude di verità. Smuoverla e dissotterrarla. Renderla così evidente fin nell'articolazione del pensiero da renderla inoccultabile.

Tocca a Romano Prodi, il presidente del Consiglio da ieri responsabile dei servizi segreti: "C'è bisogno della verità", dice. Lui? E la dia se c'è n'è bisogno. Perchè non è in quella piazza con uno stralcio di documenti, con le chiavi delle responsabilità, coi nomi e una promessa solenne: "Questi non governeranno più". Perchè non lo fa?

Nel rivolgersi alla folla sul piazzale, Prodi ha posto l'accento, come poco prima aveva fatto Cofferati, sulla necessità di arrivare alla verità sulla strage: "Le vittime hanno bisogno di verità per perdonare e la democrazia ha bisogno di verità. Dobbiamo difendere la democrazia e la verità". "Le vittime domandano riconciliazione, non vendetta, richiedono verità e non dobbiamo averne paura". Non è vero. Non capisce che questo spirito del perdono al quale si aggrappa rischia di saltare. La gente non ce la fa più ad avere pietà.

Fausto Bertinotti si spinge oltre, ma siamo sempre nella letteratura: "Strage coperta da un velo di opacità". Ma la verità sulla strage è ancora lontana, ricorda il presidente della Camera Fausto Bertinotti nel messaggio inviato a Bolognesi: "Ancora oggi, tuttavia, la storia di questa terribile strage è coperta da un velo di opacità che alimenta una memoria colma di sofferenza". "Un Paese che non riesce a guardare con serenità al suo passato, non può progettare il futuro di una convivenza realmente democratica", conclude Bertinotti.
http://www.comincialitalia.net/interna.asp?id_tipologia=3&id_articolo=3822&pagina=

Che vadano a farli sulla luna se non vogliono ricevere mele marce......
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laura56




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MessaggioOggetto: a marisa   Sab Ago 04 2007, 13:22

Che dirti Marisa? Dobbiamo continuare a cercare un politico che risponde alle domande scomode, anche se in Italia è come cercare un ago in un pagliaio... Dovremo organizzare una specie di caccia al tesoro, dove per tesoro si intende il politico o il funzionario democratico....Sarà come scalare le montagne russe ma ci dobbiamo provare senza scoraggiarci se ci riesce almeno noi.
Un abbraccio.Laura
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marisa




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MessaggioOggetto: Re: Vittime del terrorismo o dello Stato?   Ven Set 07 2007, 07:15

Un altro appello di S.Borsellino questa volta non riportato da nessuna fonte:
http://rebstein.wordpress.com/2007/09/06/appello-di-salvatore-borsellino/
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laura56




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MessaggioOggetto: Re: Vittime del terrorismo o dello Stato?   Ven Set 07 2007, 08:03

Grazie di averlo riportato tu. laura
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