Vittime e Testimoni Strage Ustica
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marisa




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MessaggioOggetto: Il controllore di volo di Pratica di Mare   Gio Ago 23 2007, 08:31

Si è suicidato, gettandosi da una finestra di casa, a Cecchina (Roma), Angelo Carfagna, sottufficiale dell'Aeronautica che fino a 2 anni fa aveva lavorato nel centro di Pratica di Mare dove è custodito il relitto del DC9 di Ustica.

30 gennaio 1996 Si suicida lanciandosi da una finestra Angelo Carfagna, sottufficiale dell’Aeronautica in servizio a Pratica di Mare la sera della strage di Ustica. Stragi- Ustica
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Gheddafi doveva dunque essere lasciato assolutamente in pace. Doveva sfilare via senza alcun
danno. Doveva rimanere invece, sulla scena del delitto, solo quella "freccia indiana", quel MIG, cui
poter attribuire una funzione di "scorta" per il Leader libico (che sarebbe stata svolta fin li. in assoluta
illegittimita., coprendosi in ombra del Tupolev) e dunque la responsabilità diretta dell’abbattimento, su
ordine di Gheddafi. La "freccia" scocca da Pratica di mare.
Vi ho già detto che rimaneva in noi il solo "buco" di come potesse essere sfuggita al rilevamento del
Controllo Civile e della Difesa. E vi ho detto di come avessi "confessato" questo "buco" al Giudice
Priore, attribuendo alla velocità ascensionale del MIG ed al suo repentino nascondersi in ombra del
DC9 la possibilità che tale circostanza si concretizzasse senza suscitare un particolare allarme.
Ancora una volta fu solo dopo la morte di Sandro e in particolare dopo la audizione in Commissione
Stragi che anche quella sbavatura venne a colmarsi. L’intervento dell’on. Fragalà fu assolutamente
strumentale ad un tentativo di delegittimazione della nostra storia e della mia relazione. Un attacco
che avrebbe avuto bisogno di ben altro spessore. Etico, se non professionale e politico.
Le valutazioni del Parlamentare apparvero anche scioccamente accusatorie del Parlamento che non
avrebbe tenuto in conto, a suo dire, la circostanza denunciata nei primi anni .80 dall.on. Accame della
possibile capacita. di oscuramento della nostra difesa radar acquisita da Gheddafi con l.acquisto di
sistemi radar di oscuramento della Selenia. Quella mancanza di indagine parlamentare, su vicende di
tale rilevanza sarebbe apparsa e sarebbe stata in effetti di una inconcepibile e colpevole inerzia di
fronte a "fatti" che il parlamentare sosteneva come provati nelle sue affermazioni. E soprattutto se
esse fossero state vere, cosa che invece il Presidente Pellegrino si era affrettato a smentire,
precisando la natura della antica interrogazione di Accame e le valutazioni conseguenti. In realta. la
aviazione libica avrebbe avuto bisogno, per poter sviluppare una attivita. di oscuramento dei nostri
radar, di poter aviotrasportare quei sistemi radar di contromisure sullo stesso teatro di applicazione, e
cioe. nei nostri cieli. E la aviazione libica non disponeva di simili vettori da trasporto.
Ma quella durissima polemica del parlamentare mi illuminò di colpo, e finalmente, sul ruolo di quel
PD808 che atterrava, come abbiamo visto, a Pratica pochi minuti prima della strage.
Ebbene Pratica di Mare non è solo la base sperimentale del materiale aeronautico (=tutto ciò che in
qualche misura si ricollega al volo), sia come mezzi e propulsori, sia come avionica (=strumenti ed
apparati di bordo per la navigazione) ed armamento (=sistemi d.arma per il combattimento), sia come
vestiario o dotazioni di supporto e sicurezza in uso dalla nostra Aeronautica.
Essa è anche la base operativa del Reparto Volo Stato Maggiore e del Reparto Contromisure. Gli
aerei in dotazione a quest.ultimo Reparto, PD808, ma anche velivoli del trasporto (G222 in particolare)
avuti in uso "riservato" dalla base di Pisa, come abbiamo visto in un altro capitolo, sono utilizzati per
fare continuamente check di operativita. e di oscuramento dei nostri radar. Cioe. anche per valutarne
la capacità ed il tempo di risposta a simili attacchi elettronici. E’ la parte certamente più delicata di un
sistema di Difesa che, se non riuscisse a rilevare in pochissimi minuti, di essere oggetto di un
"oscuramento" o "accecamento" da echi falsi, esporrebbe il Paese a rischio di un attacco avversario
senza più avere il tempo di far alzare in volo la caccia di interdizione, o di attivare la risposta
missilistica.
E allora se quel PD808 fosse stato, come è molto probabile che fosse, un velivolo delle Contromisure
l’unica sua funzione in quello scenario ed a quell.ora avrebbe potuto essere solo quella di oscurare i
radar per il tempo necessario a "coprire" il decollo del MIG ed il suo inserimento in ombra al DC9.
Fatto questo il PD808 poteva tornare alla base, dove atterrava in pochi minuti, cioè appena prima
della strage. Dal momento del passaggio del DC9 sul cielo di Roma e dunque dell’inserimento del
MIG, al momento della strage sono necessari non più di quindici minuti. Tempo sufficiente al PD808
per rientrare ed atterrare prima della consumazione del delitto.
Se solo avessi potuto avere prima quella intuizione relativa al PD808 in volo (che pure ricorderete
avevamo considerato in relazione alla natura degli orari - Zulu o Bravo - relativi agli atterraggi dei
nostri velivoli) certamente avrei avuto in mano la condizione ottimale per strappare a Sandro il nome di
quel pilota.
"Un pilota e un controllore", aveva detto Sandro, pronti a confermare che il MIG quel 27 Giugno era
decollato da Pratica. Il controllore, mi era stato sempre chiaro, non poteva che essere un uomo della
Torre o del Controllo Aereo di Avvicinamento Strumentale della base di Pratica, o verosimilmente del
GCA (Ground Control Approach=Controllo Radar di Avvicinamento al suolo). Il pilota, avevo pensato
per tutto quel tempo, doveva essere solo uno dei tanti piloti della base che Sandro aveva conosciuto
durante il suo periodo di attività a Pratica sui G222. Ma da quando la audizione in Commissione Stragi
mi ha .rivelato. in qualche misura la esatta informazione relativa alla natura di quel volo del PD808 io
sono divenuto certo che il "pilota di Sandro" sia lo stesso uomo che era ai comandi di quel PD808.
Così come, alla notizia della morte di Carfagna nel 1996, di cui so che avesse operato come
controllore a Pratica, ho sviluppato un terribile sospetto. Di Carfagna non conosco nè il periodo di
impiego, nè l’età per verificare la compatibilità con il mio sospetto, ma la mia paura è che lui potesse
essere proprio quel controllore di volo di cui Sandro parlava.
Morte strana e singolare quella di Carfagna. Sta con amici, che lo definiscono calmo e tranquillo, fino
a un’ora circa prima del "suicidio". Poi, rimasto solo nella sua abitazione al terzo o quarto piano di un
palazzo, riesce a consumare da solo una bottiglia di whiskey, a fumare da solo una ventina di
Marlboro, quindi si taglia le vene e si precipia giù dalla finestra. Vola letteralemente fuori da quella
finestra se riesce ad avere una spinta tale da atterrare e schiantarsi ad oltre quattro metri dalla parete
del caseggiato. Apparentemente impossibile, ma anche quella morte si racchiude nel silenzio.
Alla luce delle conoscenze e degli atti che ci erano disponibili in quel 1988-89 diveniva evidente - nel
già terribile scenario che pure si era delineato - anche la dinamica dello scellerato intervento di quei
settori dei servizi "filo-libici", che dovevano aver comunicato a Gheddafi l’esistenza di un piano
"comunque mortifero" contro di lui nel territorio "spazio-aereo" italiano, inducendolo a deviare su Malta
e molto verosimilmente a non proseguire più verso la sua destinazione. Gheddafi, pur senza offrire
eccessivi particolari, avrebbe poi offerto una testimonianza diretta dell.intervento salvifico, per la sua
incolumita. fisica e politica, di tali apparati dei Servizi Segreti Italiani, in una intervista alla emittente
.Retequattro.. Fu nel 1990 se non mi sbaglio.
Diveniva perfettamente .comprensibile. - quell.intervento di parte dei nostri Servizi - nel quadro del
terribile scontro di poteri scatenato, gia. prima del fallimento della "operazione Ustica" e delle terribili
faide che la accompagnarono e la seguirono, anche alla luce della versione che l’ex Ministro della
Difesa Lagorio rilascio. in Commissione .Stragi. sulla "mancata attivazione dei servizi", che egli
avrebbe detto di ritenere inaffidabili ed inefficaci.
E. infatti questa la sua valutazione di quei servizi segreti che Lagorio sostiene sarebbe stata .la sua
valutazione. - come egli avrebbe cercato di spacciare al Parlamento, non dimenticatelo per favore -
appena qualche anno dopo. Ma questo convincimento di inaffidabilita. sarebbe stato radicato nel
Ministro proprio nei giorni immediatamente seguenti a quella sua sceneggiata, di cui abbiamo gia.
parlato, di fronte alla Commissione Difesa, tesa a dimostrare "un unicum", una totale e perfetta osmosi
e sintonia, del Ministro con i suoi quattro capi di Stato Maggiore, le "sue" Forze Armate. Due soli giorni
prima della strage!!.
In realta. attivare ufficialmente i Servizi subito dopo il fallimento della .Missione Ustica. avrebbe
significato esporsi al rischio che emergesse la scellerata connivenza degli apparati politici e militari
alla organizzazione della strage. Ma anche al fallimento dell.obiettivo finale della stessa strage,
perche. con quella indagine avrebbe potuto emergere quella sconcertante contrapposizione di altre
frange deviate dei servizi e della politica, che aveva contrastato i progetti criminali ma con una azione
finalizzata al solo salvataggio dell.obiettivo politico ultimo, senza alcun intervento per la salvezza di 81
cittadini italiani dalla infame sorte che era stata loro riservata. Molto meglio attivare .occultamente.
solo .i propri servizi., quelli con i quali era stata organizzata e predisposta la strage.
Bisognava dunque che Gheddafi sfilasse via indisturbato (non lo ripeteremo mai abbastanza), mentre
si provvedeva a sopprimere i "quattro (81) inutili coloni civili", e che si rinvenisse sul luogo l’arma del
delitto impersonata dal MIG.I piloti caccia che avevano eseguito la missione di abbattimento, con
quale consapevolezza non è rilevante stabilire come abbiamo già visto, sarebbero stati comandati dal
Guida-Caccia, se tutto fosse filato secondo il piano, di ingaggiare quel MIG e di costringerlo
all’atterraggio.

Manoscritto "IMPOSSIBILE PENTIRSI" di Mario Ciancarella
Capitolo 16 - La Strage di Ustica
.pag 258
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Ed eccola allora la lunga serie di delitti. Abbiamo parlato di Dettori e di Parisi, durante questo lungo
itinerario, di Boemio, di Carfagna (sconosciuto ai cronisti di Ustica). Sullo scritto ha aleggiato
continuamente l.omicidio di Sandro Marcucci. Avevo fatto una promessa all.inizio: di non
rappresentarvi singole indagini per ogni singola morte misteriosa, ma di illustrarvi solo le connessioni
scellerate con la strage e con il depistaggio a fini di occultamento delle responsabilita.. In questa
sezione ho solo voluto illustrarvi il meccanismo per il quale e. scattata la decisione di uccidere. Vedete
si tratta in fondo di un perfetto sistema di Difesa Territoriale .Aerea.: in questo caso il territorio sulla cui
sovranita. si stende il sistema difensivo e. lo scenario di una strage consumata. Il sistema di
avvistamento e controllo .radar. segue ogni movimento interno e dall.esterno su quello scenario.
Quando tutti si muovono secondo .piani di volo. prepianificati e rimanendo docili alle disposizioni del
.controllo aereo. tutto va bene. Ma se un elemento .sconosciuto. pensasse di alzarsi in volo o di
penetrare quello scenario senza vincoli, e di muoversi al suo interno ficcanasando insopportabilmente
allora scatta l.allarme caccia, partono i Killer e poiche. il controllo ha gia. attribuito una valenza di
pericolosita. all.intruso non perdono tempo a identificarlo e .convincerlo. a seguire altre rotte. Lo
abbattono immediatamente.
E allora, in questa sezione, rimane solo da parlare del Dott. Totaro, gia. medico di Stormo delle Frecce
Tricolori nello stesso periodo di presenza dei due piloti Naldini e Nutarelli provenienti dalla base di
Grosseto. Amico e confidente dei due piloti, Totaro svolge le sue funzioni di Ufficiale Medico quando i
due muoiono a Ramstein. Pochissimi sanno di lui. A fine Novembre del 1994 sul Gazzettino di
Venezia esce una mia intervista, richiestami dalla redazione, sui due piloti. Si parla per la prima volta
di Totaro. Tre giorni dopo il Dr. Totaro, ormai uscito dall.Arma, viene trovato impiccato alla ciambrana





di una porta interna del suo appartamento, sembra senza alcun evidente appoggio dal quale si
sarebbe lasciato scivolare dopo aver posto il capo nel cappio.
Ci sono molti punti nebbiosi nella vita, ancor piu. che nella morte di Totaro. E non entro nel merito
della sua ultima attivita. professionale e sociale. Totaro svolgeva funzioni da Medico di Stormo,
funzione che compete ad un Tenente Colonnello, appena con i gradi da Capitano. Assoluta stranezza
per chi abbia presente la struttura organica e funzionale di un qualsiasi esercito.
Egli e. anche, per quanto mi risulti, cognato di quell.Ufficiale del SISMI, tale SIMI o SIMINI che si era
recato a Crotone ed aveva tentato fortemente di condizionare, anche con minacce che qualcuno vuole
siano state concretizzate con un pestaggio successivo in un parcheggio ad opera di energumeni
rimasti sconosciuti, le versioni dei due periti medici, Zurlo e Rondanelli, chiamati ad analizzare la
salma del pilota del MIG libico ritrovato sulla Sila. Nessun allarme politico.
Ma cosa c’é. da aspettarsi da chi si é. interessato al .suicidio. di Parisi solo .per questioni territoriali.
ed ha saputo trarne motivi solo per dire che .sul fatto che egli sia sia suicidato non ci sono dubbi,
anche perche. era afflitto da gravi problemi psicologici?
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Manoscritto "IMPOSSIBILE PENTIRSI" di Mario Ciancarella
Capitolo 16 - La Strage di Ustica
Pag.354
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laura56




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Messaggi : 404

MessaggioOggetto: a marisa   Gio Ago 23 2007, 08:52

Se lo vuoi e lo credi opportuno magari potresti fare tutto un allegato dei post che hai messo nella sezione sovranità limitata del forum e questi nella sezione carfagna e chiedere a chi non ha ancora firmato la petizione di riflettere, leggere, informarsi e poi magare firmare... Laura
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marisa




Registrato il : 14/06/07
Messaggi : 180

MessaggioOggetto: Re: Il controllore di volo di Pratica di Mare   Gio Ago 23 2007, 09:38

Lo tengo presente....devo ancora fare un po' mente locale.
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