marisa
Registrato il : 14/06/07 Messaggi : 180
| Oggetto: Segreto di stato,abusi Cia,violazione diritti umani. Mer Ago 22 2007, 09:31 | |
| Mi propongo di considerare l'argomento e i suoi documenti,nel frattempo introduco un video che pone il problema nell'attualità in merito agli accordi che hanno dato carta bianca agli USA (in varie nazioni europee) perchè venissero permessi sequestri(21 conosciuti) e ,a quanto pare, torture su cittadini che si sono poi dimostrati innocenti Ciò è potuto avvenire grazie a una presunta priorità della guerra al terrorismo che può violare i diritto internazionale e i diritti umani,il tutto coperto dal segreto di stato ,posto e riconfermato anche da questo governo, e da servizi segreti nazionali complici di cui viene impedito il processo e che anzi vengono riconfermati e promossi a migliore carica: http://www.pieroricca.org/2007/08/07/claudio-fava/ |
|
marisa
Registrato il : 14/06/07 Messaggi : 180
| Oggetto: Ma in che paese viviamo?.....la LEGGE DELLA GIUNGLA! Sab Set 22 2007, 05:55 | |
| Saltano fuori gli altarini….nell’intervista di P.Ricca a C.Fava si parlava di almeno 21 cittadini sequestrati e torturati in paesi stranieri completamente senza diritto e tutela. So che di primo acchito la reazione è quella di non crederci e di pensare che la persona sia veramente pericolosa ma le garanzie e i diritti non sono solo per alcuni ma per tutti,non si possono usare simili metodi di indagine,portare di forza persone in paesi stranieri,privarli di ogni assistenza,rifiutare di rispondere alle loro lettere e farli rimanere in carcere anche dopo la dimostrata innocenza. Gli errori vanno corretti subito e si risarcisce per ciò che è possibile subito il danno che si è fatto per la propria incompetenza o altro e non se ne carica il popolo italiano come si vivesse nella giungla Vediamo chi altro salta fuori ora? Gli italiani sono convinti di ciò che viene detto in questo documento circa i diritti umani?
http://www.secondoprotocollo.org/index.php?option=com_content&task=view&id=312&Itemid=9
Si può lasciare che i nostri responsabili agiscano in questo modo? …………………………………………………………
Lettera dell'avvocato Longhi alla TDIP, ottobre 2006
| Codice: | Nell'ottobre 2006, dopo che la magistratura italiana ebbe finalmente archiviato l'indagine, intrapresa nel 2001, nei confronti di Abou Elkassim Britel, l'avvocato Longhi invia una lettera alla TDIP, per aggiungere nuovi dettagli a quanto già dichiarato in occasione della sua audizione del 14 settembre. Alla TDIP, l'avvocato Longhi aveva raccontato di quanto subito da Britel in Pakistan, della sua deportazione a Marocco dove fu torturato, rilasciato, di nuovo arrestato illegalmente quando volle passare la frontiera, e segretamente detenuto, condannato poi a 15 anni di carcere duro, ridotti a 9 in appello, sulla base di una confessione estorta sotto tortura e di rapporti dei servizi italiani che lo ritenevano coinvolto in attività terroristiche. Nonostante la lunghissima indagine giudiziaria sulle attività del Signor Britel, che incluse una perquisizione dell'abitazione ed intercettazioni telefoniche, nulla gli è addebitato. Nella lettera, l'avvocato Longhi comunica di aver finalmente potuto accedere agli atti di indagine ed allega i seguenti documenti: - la richiesta di archiviazione (28 luglio 2006) del pubblico ministero per: la totale insussistenza di elementi di accusa, processualmente utilizzabili, che consentano di affermare che gli indagati abbiano partecipato ad una organizzazione terroristica islamica avente come scopo il compimento di atti di violenza con finalità di terrorismo o di eversione dell'ordine democratico. - il provvedimento di archiviazione del giudice per le indagine preliminari che decreta la fine del procedimento (29 settembre 2006): rilevato che gli ulteriori accertamenti disposti, intercettazioni telefoniche ed accertamenti bancari, non hanno fornito alcun supporto all'accusa in tale provvedimento | 1. si nota che lo sviluppo dell'indagine fu legittimato dai tabulati telefonici che attestano contatti con sospetti [in realtà, da un'analisi attenta di detti tabulati, non c'è traccia di questi contatti], da documentazione sequestrata intrisa di fanatismo religioso, da conversazioni telefoniche intercettate in cui traspare una convinta adesione al modello religioso islamico da parte della moglie di Britel Abou Elkassim (anche lei sotto inchiesta) e da dati non costituenti elementi di prova a carico, come una nota riservata secondo cui Kassim avrebbe frequentato un campo di addestramento paramilitare in Afghanistan, che soffrì di malaria e l'informazione giornalistica in merito ad un biglietto con i nomi di Kassim e Khadija trovato in un'abitazione di Kabul frequentata da appartenenti a Al Qaida; 2. si conclude che gli elementi di prova non sono certamente tali da sostenere l'accusa di partecipazione all'organizzazione terroristica Al Queida. - una nota riservata della DIGOS spedita alla Procura di Bergamo, il 22 maggio 2003 per comunicare che, secondo informazioni riservate, le autorità marocchine avrebbero fermato per accertamenti durante il suo passaggio al confine con Melilla (Marocco) BRITEL Abou Elkassim, poiché in passato è stato segnalato quale frequentatore di un campo paramilitare in Afghanistan, condotto da "Al Qaida". Inoltre, ha aggiunto, che dette autorità marocchine, nonostante non avessero elementi da sostenere il coinvolgimento del BRITEL nel noto attentato di Casablanca (Marocco), starebbero attualmente sottoponendo il medesimo ad interrogatorio. Quest'ultimo documento è definito dall'avvocato Longhi illuminante in relazione alle informazioni da lei inviate alla commissione il 12 luglio 2006 sull'illegittimità dell'arresto subito dal Signor Britel a Melilla, nonché in ordine alla falsa circostanza apparsa in merito sulla stampa italiana. Da come è facilmente intuibile vi sono molte altre evidenze meritevoli di ulteriore approfondimento e, se ciò potesse essere di beneficio alla situazione del mio assistito, sono disponibile a tutte le ulteriori chiarificazioni si rendessero necessarie, auspicando che fatta ulteriormente e inconfutabilmente chiarezza su tali gravi circostanze lo Stato Italiano prenda, finalmente, posizione per consentire l'immediata liberazione del cittadino, condannato dallo Stato Marocchino in forza di confessioni estorte sotto tortura allo stesso e sulla base di ipotesi di reato sorte, appunto, "dalla interazione tra i servizi segreti italiani con quelli americani e di alcuni paesi arabi moderati per mettere le forze di polizia in condizioni di intervenire e alcune operazioni preventive hanno dato buoni risultati".5 I documenti di lavoro della TDIP, 16 novembre 2006 I documenti di lavoro della TDIP, disponibili sul sito della Commissione in diverse lingue, sono di grande interesse, per chi volesse documentarsi sulle extraordinary renditions e sul modo nel quale esse sono state messe in opera, non un'eccezione, ma una vera e propria prassi subita da innumerevoli vittime, per lo più rimaste sconosciute: le dimensioni della mostruosità sono incommensurabilmente più vaste di quanto potessimo immaginare. Significa infine che molte storie si sono concluse molto peggio di quelle che abbiamo ascoltato e letto in questi anni, da testimoni duramente provati ma alla fine ancora vivi, cioè si sono trasformate in assassinii. Quanti non lo si saprà mai, ma sicuramente tanti. Vittime quasi sempre innocenti di un'efferatezza barbara che l'Occidente ha più o meno tacitamente commissionato, e ha usato, così Giulietto Chiesa nel già citato LE CARCERI SEGRETE DELLA CIA IN EUROPA, pag.53. Le conclusioni della TDIP sul caso di Abou ElKassim Britel nella | Codice: | Risoluzione del Parlamento Europeo sul presunto uso dei paesi europei da parte della CIA per il trasporto e la detenzione illegali di prigionieri (2006/2002(INI)) Il 14 febbraio 2007 il Parlamento europeo approva il Rapporto finale della TDIP. Nella risoluzione6 lo Stato italiano è richiamato alle proprie responsabilità nei confronti di Kassim: 63. Condanna la consegna straordinaria del cittadino italiano Abou Elkassim Britel, che era stato arrestato in Pakistan nel marzo 2002 dalla polizia pakistana ed interrogato da funzionari USA e pakistani, e successivamente consegnato alle autorità marocchine ed imprigionato nella prigione di "Temara", dove è ancora detenuto; sottolinea che le indagini penali in Italia contro Abou Elkassim Britel erano state chiuse senza che egli fosse incriminato; 64. si rammarica che secondo la documentazione trasmessa alla commissione temporanea, dall'avvocato di Abou Elkassim Britel, il Ministero degli Interni italiano all'epoca fosse in "costante cooperazione" con servizi segreti stranieri in merito al caso di Abou Elkassim Britel dopo il suo arresto in Pakistan; 65. invita il governo italiano a prendere misure concrete per ottenere l'immediato rilascio di Abou Elkassim Britel e a fare in modo che Abu Omar possa essere processato dal tribunale di Milano; pag.13. tanto chiaro, che riteniamo superfluo aggiungere altro. | GIUSTIZIA PER KASSIM - la Commissione TDIP, un approfondimento, in formato pd
Alcuni links:
http://www.giustiziaperkassim.net/
http://www.giustiziaperkassim.net/uno-stato-latitante-senza-coraggio-e-senza-morale
http://www.giustiziaperkassim.net/vicenda/tdip-e-caso-britel/ |
|
laura56
Registrato il : 05/05/07 Messaggi : 409
| Oggetto: Re: Segreto di stato,abusi Cia,violazione diritti umani. Sab Set 22 2007, 17:33 | |
| Ormai i documenti non sono nemmeno letti, se uno è ritenuto colpevole tale deve essere per forza, anche se le prove non ci sono. O si cambia rotta o non ci ci si può definire poi stato di diritto.... Lo conoscono tali signori il significato di stato di diritto? Cosa si aspetta a dare verità e giustizia a questa persona e a tutti gli altri desaparecidos, tali dopo l' opera del nostro governo e quello americano, con il supporto fondamentale di uomini dei servizi che dovevano dire no a tale ordine illegale e incostituzionale, ma hanno detto sì per i loro interessi di carriera, denaro e per obbedienza non dovuta in questi specifici casi? Tutta la mia solidarietà alle vittime e alle famiglie. Laura |
|